Tyra Grant a Madrid: “Voglio che la partita dipenda da me”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La diciottenne azzurra – dopo aver demolito Elsa Jacquemot al primo turno del Mutua Madrid Open – si prepara ad affrontare la veterana rumena Sorana Cirstea con una consapevolezza che, va detto, non è affatto comune tra i coetanei. “Voglio che la partita dipenda da me”, ha dichiarato a caldo la figlia di Tyrone Grant, ex cestista statunitense che nel primo decennio degli anni Duemila ha calcato i parquet italiani da Livorno a Venezia, passando per Milano e Bologna. Se è vero, ed è vero, che nel tennis non conta solo vincere ma anche come si vince, allora la prestazione offerta dalla giovane italo-americana (classe 2008, romana di nascita ma cresciuta a Vigevano) contro la francese numero 62 del mondo è stata semplicemente impressionante: 6-1, 6-2, tre giochi lasciati all’avversaria e una solidità da fondo campo che ha messo in ombra il ranking, quel 262 contro il 62 che sulla carta faceva presupporre ben altro copione. La Grant, lo ricordiamo, si è guadagnata l’accesso al tabellone principale superando due turni di qualificazione non senza patemi – come quel 0-6 incassato all’inizio dell’ultimo match decisivo contro l’ungherese Udvardy – e ha ringraziato pubblicamente la sua famiglia e il suo team per il supporto.

L’exploit sulla terra della Caja Mágica e il peso specifico della vittoria

Sulla terra rossa della capitale spagnola, in una giornata che aveva visto l’eliminazione contemporanea di ben cinque azzurri (tra cui Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego ed Elisabetta Cocciaretto), la diciottenne si è presa letteralmente la scena. La sua prima vittoria in assoluto in un tabellone WTA – è bene sottolinearlo – non è arrivata grazie a una wild card, come era successo nelle sue precedenti apparizioni, bensì passando per quella che potremmo definire “la porta principale”: due successi consecutivi contro top 100, quello sulla slovena Erjavec (7-6, 7-5) e quello in rimonta contro la numero 78 Udvardy, hanno preceduto il capolavoro contro la francese. La Grant ha mostrato una maturità tattica sorprendente, sfruttando al meglio la sua potenza nei momenti decisivi e commettendo pochissimi errori non forzati. La sensazione, a guardarla giocare, è che l’approccio mentale sia la sua arma migliore: nessuna traccia di timore reverenziale, neppure quando il punteggio si è fatto complicato nelle qualificazioni.

Una storia di famiglia fatta di sport e scelte consapevoli

Lo sport per Tyra Caterina Grant è, a tutti gli effetti, una questione di dna. Suo padre Tyrone ha girato l’Italia con un pallone a spicchi in mano, mentre sua madre Cinzia è una maestra di tennis di Vigevano che l’ha avviata al gioco quasi per gioco. Ma la giovane Grant, lo ha raccontato lei stessa alla vigilia degli Internazionali BNL d’Italia del 2025, per molto tempo ha coltivato passioni diverse: “Facevo danza, piano e tennis – ha spiegato – poi mamma mi ha fatto fare un periodo di solo tennis, ma se quel giorno avessi deciso di fare nuoto, probabilmente oggi sarei in acqua”. È cresciuta a lungo nell’accademia di Riccardo Piatti a Bordighera, dove si è allenata fianco a fianco con Jannik Sinner – c’è una differenza di quasi sette anni, ma l’ispirazione è stata quella giusta – e poi ha scelto l’Italia nonostante la doppia cittadinanza e le sirene della United States Tennis Association. Una scelta di campo, ancor prima che di campo da tennis, che la federazione italiana ha accolto con entusiasmo.

Il prossimo ostacolo Cirstea e il futuro già scritto nella top 200

Adesso l’asticella si alza, e di parecchio. Al secondo turno, programma in programma per domani, la giovane azzurra troverà Sorana Cirstea, numero 26 del ranking mondiale e veterana abituata ai grandi palcoscenici. Un test probante, insomma, per capire se l’exploit contro Jacquemot fosse solo un fulmine a ciel sereno o l’inizio di una scalata annunciata. La Grant, intanto, sembra non porsi limiti: l’obiettivo dichiarato nei mesi scorsi era entrare nella top 200 entro l’estate, e con questo risultato la proiezione è già cambiata. La sua stagione sulla terra, va ricordato, era già cominciata positivamente con un Titolo Itf a Santa Margherita di Pula. A Madrid, intanto, ballerà ancora: il suo tennis aggressivo, quei 34 vincenti messi a referto nell’ultimo match, raccontano di una giocatrice che non ha alcuna intenzione di fermarsi qui.

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