Mercati europei cauti ma positivi, a milano corrono Banco Bpm, Mps e Mediobanca
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Redazione Economia
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L’avvio di giornata, per i listini del Vecchio Continente, porta con sé un cauto ottimismo che si traduce in acquisti diffusi, sebbene non manchino le eccezioni di segno contrario. Piazza Affari, in particolare, si muove sostanzialmente in linea con le principali piazze europee – Francoforte, Londra e Parigi mostrano analoghe variazioni contenute – pur restando vicina alla parità, complice un clima di attesa che gli operatori non hanno ancora del tutto smaltito. A sostenere l’umore dei mercati, sia pure in maniera indiretta, sono le rinnovate speranze di un’apertura diplomatica tra Stati Uniti e Iran: i rappresentanti pakistani hanno incontrato ieri a Teheran il ministro degli Esteri iraniano, nel tentativo di organizzare un secondo round di colloqui. E se la tregua appare ancora fragile, la possibilità di una sua proroga – unita alla prospettiva, più ambiziosa, di un accordo più ampio che possa porre fine al conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz – alimenta un cauto appetito per il rischio.
Il peso delle diplomazie parallele sull’azionario europeo
La narrativa che accompagna la seduta si è spostata, gradualmente, verso uno scenario di de-escalation dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui il conflitto con l’Iran sarebbe “vicino alla risoluzione”. Un tono più conciliante, quello della Casa Bianca, che finisce per sostenere gli asset rischiosi ma amplia al contempo il divario con una realtà operativa in Medio Oriente ancora tesa; finché i flussi energetici e logistici rimarranno interrotti, infatti, il profilo di rischio resta asimmetrico. Gli osservatori valutano con attenzione la probabilità di una proroga della tregua, soppesando anche l’eventualità di un’intesa più strutturata, capace di riaprire definitivamente il transito nello Stretto. Nel frattempo, i mercati azionari europei registrano un leggero rialzo, mentre Milano – pur scambiando poco sotto la parità in alcuni momenti della giornata – non si allontana mai troppo dai valori di riferimento del Vecchio Continente.
Piazza Affari: il trio bancario trascina i rialzi
A fare la differenza, sul listino milanese, è soprattutto il comparto creditizio: Banco BPM, MPS e Mediobanca corrono letteralmente, mettendo a segno performance decisamente migliori rispetto al resto del paniere. Ottimi rialzi si registrano anche per Amplifon, mentre il duo formato da MPS e Mediobanca – già oggetto di attenzione nelle scorse sessioni – conferma una certa vivacità. Non mancano, tuttavia, segnali contrastanti: la chiusura della giornata si rivela infatti debole per i mercati azionari europei, con Piazza Affari che finisce sotto la parità, nonostante l’entusiasmo iniziale. Il FTSE MIB, il FTSE Italia All-Share e gli indici di settore come il FTSE Italia Mid Cap e il FTSE Italia Star raccontano una storia fatta di acquisti selettivi: accanto ai bancari, nomi come Azimut, DiaSorin, ENI, Campari, Inwit, le azioni MFE (sia quelle ordinarie che quelle a voto maggioritario), Technoprobe, Reply, NewPrinces, Caltagirone SpA e WIIT mostrano performance differenziate.
Cambi, materie prime e lo spread sotto osservazione
Sul fronte valutario, l’euro nei confronti del dollaro USA si mantiene su livelli sostanzialmente stabili, senza subire scossoni particolari nonostante le tensioni geopolitiche di fondo. L’oro, tradizionale bene rifugio, vede invece un interesse altalenante: quando le dichiarazioni di Trump accendono speranze di pace, il metallo prezioso cede qualche decimale, per poi riprendersi nei momenti in cui prevale la cautela. Lo spread tra Btp e Bund resta monitorato con attenzione, ma senza escursioni significative. In sintesi (si badi bene: senza voler concludere nulla), l’intera giornata azionaria europea è stata caratterizzata da un leggero rialzo diffuso, da una Milano che ha provato a tenere il passo e da una narrazione diplomatica – quella tra Usa e Iran, passata attraverso il canale pakistano – che al momento sostiene più la fiducia che i fondamentali. Il mercato, insomma, sceglie di guardare al bicchiere mezzo pieno, pur sapendo che il Medio Oriente resta una polveriera.




