Ferrari, il consiglio propone un dividendo da 3,615 euro: stacco previsto per il 20 aprile

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Ferrari, riunitosi nella giornata di ieri, ha deliberato di proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 3,615 euro per ciascuna azione ordinaria in circolazione. La cifra, stando a quanto comunicato ufficialmente dalla società di Maranello, rappresenta un incremento di circa il 21% rispetto ai 2,986 euro riconosciuti ai soci lo scorso anno, e ciò significa che l'ammontare complessivo delle risorse destinate a remunerare il capitale potrebbe superare i 640 milioni di euro -2-6. La proposta, che naturalmente necessita del via libera da parte dell'assemblea dei soci, è stata messa all'ordine del giorno della riunione convocata per il prossimo 15 aprile, e solo a seguito di quell'approvazione formale si procederà con l'operazione -4-8.

Nel dettaglio del calendario fornito dagli amministratori, e sempre subordinatamente al voto favorevole dei soci, la data di stacco della cedola (il cosiddetto ex-date) è stata fissata per lunedì 20 aprile 2026 sul mercato Euronext Milan, mentre per le azioni negoziate a New York lo stacco avverrà il giorno successivo, martedì 21 aprile -2-5. La record date, ovvero il giorno di legittimazione a percepire il dividendo, coinciderà per entrambe le piazze finanziarie con il 21 aprile, e infine il pagamento effettivo della cedola ai legittimi aventi diritto avverrà a partire dal 5 maggio 2026 -6-8.

L'impatto per Exor e la holding degli Elkann

La consistente distribuzione di utili, se approvata, avrà un effetto non trascurabile sui conti dei principali azionisti del Cavallino Rampante. Exor, la holding della famiglia Agnelli attraverso cui John Elkann controlla una quota rilevante del capitale, stando alle ultime rilevazioni detiene poco meno del 23% delle azioni Ferrari, una partecipazione che vale circa il 36% dei diritti di voto grazie agli accordi parasociali in essere con Piero Ferrari, i cui patti sono stati recentemente rinnovati per un triennio -1. Alla luce di questa esposizione azionaria, alla holding con sede in Olanda andrebbe una fetta consistente dei 640 milioni complessivi, una cifra che gli analisti finanziari, intervistati nelle scorse ore, tendono a interpretare come un segnale di solidità e di continuità nella politica di remunerazione degli azionisti -3.

Il management della casa automobilistica, dal canto suo, continua a mantenere un atteggiamento di cauto ottimismo riguardo all'andamento del business, nonostante le turbolenze che attraversano i mercati globali e le incertezze legate ai dazi e alle politiche commerciali dell'amministrazione Trump. Durante la presentazione dei conti, l'amministratore delegato Benedetto Vigna ha sottolineato come il portafoglio ordini rimanga robusto e si estenda ben oltre la fine del 2026, garantendo al gruppo una visibilità insolita per il settore, e ciò nonostante un contesto che definire complesso sarebbe un eufemismo -1.

Le strategie industriali e il debutto dell'elettrica

Parallelamente alle decisioni in materia di dividendo, il consiglio e i vertici aziendali stanno definendo le prossime mosse sul fronte industriale, che inevitabilmente influenzeranno i bilanci futuri e la capacità di distribuire utili anche nei prossimi esercizi. Il direttore finanziario Antonio Picca Piccon ha anticipato che l'obiettivo per il 2026 è quello di portare il payout ratio (la quota di utili destinata ai soci) fino al 40%, rispetto al 35% dell'anno scorso, un obiettivo che testimonia la volontà di premiare in modo sempre più generoso chi scommette sul Titolo -1.

Sul fronte dei prodotti, l'anno in corso si preannuncia particolarmente denso di novità. Oltre ai quattro lanci di nuovi modelli già pianificati, la casa di Maranello si prepara al debutto commerciale della tanto attesa Ferrari elettrica, battezzata "Luce", la cui presentazione al pubblico avverrà il 25 maggio a Roma, con l'apertura degli ordini fissata per due giorni dopo -1. Vigna ha precisato che i riscontri raccolti tra i clienti potenziali, molti dei quali nuovi per il marchio, sarebbero estremamente positivi, un elemento che fa ben sperare per il futuro andamento delle consegne e, di conseguenza, per i margini di profitto.

I numeri della cedola e il confronto con l'esercizio precedente

Analizzando i numeri grezzi della proposta, emerge con chiarezza l'accelerazione impressa dal consiglio alla politica di distribuzione dei profitti. Lo scorso anno il dividendo si era attestato a 2,986 euro per azione, una cifra che già allora era stata giudicata positivamente dal mercato. L'incremento di 0,629 euro per azione, che in termini percentuali rappresenta appunto quel 21% tanto enfatizzato nei comunicati ufficiali, porta il rendimento implicito del titolo a livelli che, per un'azienda del lusso con i multipli di Ferrari, non sono affatto scontati -3-9.

La distribuzione complessiva, come detto, si avvicina ai 640 milioni di euro, una cifra che sarà messa in pagamento il prossimo maggio. Il meccanismo prevede, come da prassi per le società quotate, che per poter incassare il dividendo gli azionisti risultino possessori dei titoli al termine della seduta del 21 aprile, data che coincide con il giorno di legittimazione dopo lo stacco avvenuto a Milano il giorno prima -5-8. Chi acquistasse azioni dopo il 20 aprile, quindi, non avrebbe diritto a questa cedola, ma parteciperebbe alla distribuzione degli utili solo a partire dal prossimo esercizio.

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