Elon Musk evita la domanda sulle droghe e attacca il New York Times: "Ha mentito sul Russiagate"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Elon Musk ha preferito non rispondere direttamente a una domanda sul suo presunto consumo di droghe, sollevata da un giornalista conservatore durante un incontro con la stampa. Agganciandosi a una polemica già vecchia, il patron di Tesla ha invece ribattuto con una controffensiva sul New York Times, chiedendo se fosse "lo stesso giornale che ha riportato falsità sul Russiagate", prima di liquidare la questione con un secco "andiamo oltre".

L'episodio arriva dopo la pubblicazione di un lungo articolo del New York Times che, scavando nella vita privata del miliardario, ha ricostruito un periodo segnato da ecstasy, funghi allucinogeni e ketamina – quest'ultima al centro delle cronache per la morte dell’attore Matthew Perry. Secondo il giornale, Musk avrebbe fatto un uso intenso di sostanze psicotrope durante la campagna elettorale di Donald Trump, che lo ha visto impegnato in prima linea con un investimento di 275 milioni di dollari.

La reazione stizzita di Musk non è nuova: già in passato ha accusato il quotidiano di "diffamazione", pur senza mai smentire nel merito le accuse. Quello che emerge, al di là delle polemiche, è un ritratto complesso di un uomo che, mentre consolidava il suo ruolo nell’entourage del presidente americano, attraversava una fase personale turbolenta, con vicende familiari drammatiche e un rapporto controverso con le sostanze stupefacenti.

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