Italia-Israele, tensione e ricordi dolorosi a Udine

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Domani sera, allo Stadio Friuli di Udine, si disputerà la partita di Nations League tra Italia e Israele, un incontro che, al di là dell'importanza sportiva, è carico di tensioni e significati storici. La città friulana, già da ieri, è stata messa in stato di massima allerta, con la zona intorno allo stadio off-limits e l'installazione di barriere e dissuasori per garantire la sicurezza, nonostante la partita si svolgerà a porte aperte.

Il contesto attuale è reso ancora più delicato dai recenti attacchi dell'esercito israeliano contro la missione Unifil in Libano, che hanno riacceso vecchie ferite e tensioni. In questo clima, la memoria torna inevitabilmente a trentacinque anni fa, quando l'arrivo a Udine dell'attaccante israeliano Ronny Rosenthal fu accolto con scritte antisemite sui muri della città. "Rosenthal go home" e "via gli ebrei dal Friuli" erano i messaggi di odio che accolsero il calciatore, costringendo l'Udinese a rescindere il suo contratto e a pagare un indennizzo di 60 milioni.

Rosenthal, che per i tifosi del Liverpool rimane "the rocket" grazie alla sua velocità e ai gol decisivi che regalarono la vittoria del campionato nel 1990, ha recentemente ricordato quei momenti dolorosi. "Le scritte antisemite di Udine mi ferirono profondamente", ha dichiarato, aggiungendo che oggi un giocatore israeliano deve essere ancora più attento.

La partita di domani, quindi, non è solo una sfida sportiva, ma un evento carico di significati e ricordi, che riporta alla luce vecchie ferite e tensioni mai del tutto sopite.

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