La calza più lunga del mondo sfida il maltempo per colorare Viterbo
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Redazione Interno
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Le strade del centro storico di Viterbo, quel lunedì 5 gennaio, si preparavano ad accogliere per la ventiquattresima volta una tradizione unica nel suo genere, un vero e proprio patrimonio di folklore che trasforma l'Epifania in un evento spettacolare. La "calza della Befana più lunga del mondo", con i suoi cinquantadue metri di stoffa variopinta, sarebbe stata infatti trasportata in corteo da un centinaio di befane e da quindici Fiat 500 d'epoca, un corteo vivace scandito dalle note della banda cittadina, dalle esibizioni delle majorettes e dai colori degli sbandieratori. L'evento, che segna tradizionalmente il culmine del ponte festivo, rappresenta il cuore pulsante di una ricca offerta culturale che, da sabato 3 a martedì 6 gennaio, invita a scoprire mercatini, concerti e la suggestiva atmosfera dei borghi della Tuscia, regalando emozioni sia ai residenti che ai numerosi visitatori giunti in provincia.
L'incognita delle intemperie minaccia la doppia festa
La festa, però, quest'anno doveva fare i conti con un elemento di forte incertezza: le avverse condizioni meteorologiche, che preannunciavano pioggia, freddo intenso e possibili precipitazioni nevose. Una minaccia concreta per entrambi gli appuntamenti principali, poiché il programma prevedeva, oltre al trasporto della lunghissima calza, anche la consueta discesa della "Befana 115" a piazza della Rocca il giorno successivo, il 6 gennaio. Gli organizzatori, dovendo garantire la sicurezza di tutti i partecipanti, avevano quindi stabilito piani alternativi, comunicando che, in caso di maltempo, la sfilata della calza sarebbe stata semplicemente rinviata al sabato seguente, mentre l'evento in piazza rischiava l'annullamento qualora le condizioni non fossero risultate idonee.
Un rito cittadino che unisce generazioni e storia
Nonostante la spada di Damocle del tempo incerto, l'attesa per la manifestazione rimaneva palpabile, consolidata da un quarto di secolo di storia. Quella calza enorme, un simbolo di gioia collettiva e di condivisione, percorre infatti le vie della città dei papi coinvolgendo soprattutto i più piccoli, ma catturando l'attenzione di chiunque assista al passaggio del singolare corteo. Il suono delle fanfare, il ronzio delle auto storiche e il viavai delle befane creano un quadro di vivacità inusuale, capace di attirare folle considerevoli e di trasformare per un giorno l'assetto viario del centro, per un itinerario studiato per massimizzare la visibilità e la partecipazione popolare.
Il folklore come motore di una tradizione consolidata
L'organizzazione di tale evento, che si inserisce in un più ampio cartellone di iniziative per il ponte dell'Epifania, dimostra come certe tradizioni, se rinnovate con cura e passione, possano divenire un forte attrattore territoriale. La sfilata non è un semplice passaggio, bensì una performance collettiva che mette in scena la creatività e lo spirito di collaborazione di numerose associazioni locali, ciascuna con il proprio ruolo preciso. La sua forza risiede proprio in questa capacità di sintetizzare in un'unica, lunga processione, elementi di spettacolo, di memoria storica – rappresentata dalle vetture d'epoca – e di puro divertimento, mantenendo intatto quel senso di magia che da sempre accompagna la figura della Befana.




