Aspettando Powell a Jackson Hole, fra tassi e mercato del lavoro
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Redazione Economia
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Il tradizionale appuntamento di fine estate con le banche centrali, il simposio di Jackson Hole in Wyoming, si apre oggi all’insegna delle attese per l’intervento di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. L’evento, che in passato – come accadde nel 2020 – ha più volte anticipato e dettato la rotta della politica monetaria, rappresenta un banco di prova cruciale per comprendere le mosse future dell’istituto centrale americano.
L’intervento di Powell, previsto per le 16:00 ora italiana, è il momento più atteso della tre giorni, poiché potrebbe fornire indizi decisivi sulla riuscita – o meno – di un taglio dei tassi di interesse già nel meeting di settembre. I mercati, che stanno valutando ogni possibile scenario per il proseguimento della fase rialzista, scommettono ormai da settimane su una riduzione di 25 punti base il prossimo 17 settembre.
Tuttavia, le recenti revisioni dei dati sul lavoro – le quali hanno mostrato un quadro occupazionale più fragile di quanto non si osasse ammettere fino a poco fa – potrebbero aver costretto la Fed a ricalibrare la propria bussola. Sarà proprio Powell, dunque, a dover sciogliere il nodo cruciale: come conciliare le spinte contrastanti di un’inflazione ormai in discesa e un mercato del lavoro che, pur restando solido, inizia a mostrare crepe non più trascurabili.




