Due bambini investiti a Milano in poche ore, si cerca l'autista della seconda fuga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Poche ore, due bambini travolti da veicoli in due quartieri diversi di Milano, in una sinistra sequenza che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale in città. Il primo incidente, il più grave, si è consumato nel tardo pomeriggio di giovedì in via Bernardino Verro, dove un ragazzino di undici anni, mentre attraversava la carreggiata, è stato investito da un furgone Peugeot Boxer guidato da un ventunenne. La dinamica, ancora da accertare nei dettagli, lo avrebbe visto varcare la strada fuori dalle strisce pedonali, in corrispondenza di un passo carraio, proprio nell’istante in cui sopraggiungeva il veicolo. Il bambino, le cui condizioni sono state definite immediatamente molto gravi, è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è ricoverato in coma.

La seconda tragedia sfiorata a Casoretto

Meno di ottanta minuti dopo, la scena si è ripetuta, con inquietante similarità, nell’area di Casoretto, precisamente all’incrocio semaforico tra piazza Durante e via Andrea Costa. Qui, poco dopo le ore venti, un bambino di nove anni è stato a sua volta travolto da un’automobile. Se le sue condizioni, per fortuna, non destano al momento particolare preoccupazione, a differenziare drammaticamente i due episodi è stata la reazione del conducente del secondo veicolo, il quale, nonostante l’investimento, non si è fermato per prestare soccorso dando invece luogo a una fuga che ne rende attualmente ignota l’identità e per la quale è ricercato dalle forze dell’ordine.

Le proteste dei residenti e la richiesta di risposte

Questi drammatici fatti, che giungono a sole ventiquattr’ore di distanza dall’incidente mortale in via Fratelli Bronzetti in cui ha perso la vita un anziano, hanno spinto i cittadini a una mobilitazione spontanea. Alcuni residenti di via Verro, infatti, hanno ricordato come in passato avessero promosso una raccolta di firme ufficialmente indirizzata al Comune, chiedendo l’istituzione del limite di velocità a trenta chilometri orari non solo nella loro via ma anche in quelle limitrofe. "Abbiamo inviato le firme", hanno spiegato, evidenziando una certa frustrazione, "ma nessuno ci ha mai risposto". Una mancata replica che, alla luce degli eventi, viene percepita come un'occasione persa per intervenire preventivamente su una criticità annosa, trasformando quella che era una richiesta in un interrogativo amaro sulla reale priorità attribuita alla sicurezza dei pedoni.

Il presidio per la sicurezza stradale

La tensione accumulata per lo stillicidio di vittime sulla strada ha trovato espressione concreta in un presidio cittadino organizzato nel pomeriggio di venerdì, tra via Bronzetti e via Melloni, dove un gruppo di persone si è riunito per chiedere con determinazione interventi più incisivi e una maggiore attenzione alla viabilità urbana. L’episodio della fuga a Casoretto, in particolare, aggiunge un ulteriore tassello di gravità a una giornata già segnata, dimostrando come il pericolo non risieda solo nella velocità o nella conformazione di alcune strade, ma anche in comportamenti individuali di irresponsabilità che, dopo aver causato un danno, eludono ogni dovere di solidarietà e di rispetto della legge.

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