Protesta dei dipendenti del Castello delle Cerimonie dopo la confisca
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Redazione Interno
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Una comitiva di turisti giapponesi, che ha scelto il grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate (Napoli), il Castello delle Cerimonie reso famoso dai programmi di Real Time, come base del loro tour culturale tra Pompei e Napoli, si ritrova al centro della protesta che ha paralizzato la città.
La protesta dei lavoratori
I lavoratori del Castello delle Cerimonie sono scesi in piazza dopo la confisca della struttura diventata esecutiva in seguito alla sentenza di Cassazione, che ha condannato gli attuali proprietari per lottizzazione abusiva a partire dalla fine degli anni ’70. Oltre 500 persone tra dipendenti, familiari e lavoratori dell’indotto hanno sfilato per le strade di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, con partenza dall’Hotel “La Sonrisa" e arrivo davanti al Comune.
La marcia dei 300 contro la confisca
Camerieri, cuochi, maître e l'intero staff de «Il Castello delle Cerimonie» hanno marciato per i loro diritti. Sono 300, come i guerrieri di Leonida, i manifestanti che a gran voce hanno lanciato un unico coro: «La Sonrisa siamo noi». Una mattinata movimentata all'ingresso del ristorante-hotel La Sonrisa di Sant'Antonio Abate, dinanzi alla cancellata che conduce al vialetto privato intitolato alla memoria di don Antonio Polese, quello che fu il boss delle cerimonie.




