Governance Poll 2026, Cirio vola al quarto posto e in Piemonte si parla già del dopo: spunta il nome del rettore Corgnati
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Redazione Interno
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Il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, si conferma tra i governatori più apprezzati d'Italia, scalando la classifica del Governance Poll 2026 e attestandosi al quarto posto con un solido 60% di consensi. Un risultato che, come sottolineato da diverse testate locali, lo pone a pari merito con il collega calabrese Roberto Occhiuto e che certifica una crescita rispetto al risultato elettorale del 2024, quando era stato rieletto con il 56,1%.
Per il governatore piemontese, si tratta di un incremento del 3,9% che lo rende uno degli amministratori in maggiore ascesa nel panorama nazionale, superato in termini di crescita solo dal presidente della Sicilia, Renato Schifani.
Proprio questo exploit, in un momento in cui il gradimento del governatore raggiunge picchi inaspettati, sta alimentando le speculazioni politiche a Roma, dove cresce l’interesse a coinvolgere amministratori locali di peso nella partita delle prossime elezioni politiche.
La performance di Cirio, che non è nuova a queste voci, riaccende i riflettori sulla successione in Regione e sul possibile candidato che potrebbe ereditare la scena politica piemontese. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza, spicca quello di Stefano Corgnati, l'attuale rettore del Politecnico di Torino, figura di spicco del mondo accademico e industriale piemontese, considerato da più parti un profilo capace di raccogliere un consenso trasversale.
Il rettore del Politecnico smentisce, ma il nome resta in ballo
Se da un lato gli addetti ai lavori iniziano a fare i conti con una possibile candidatura di peso per il dopo-Cirio, dall'altro l'interessato, il rettore Corgnati, ha prontamente smorzato gli entusiasmi, chiarendo in una nota all'ANSA la sua posizione. "Io ho preso un impegno con la mia comunità, che è quella di portare a termine il programma di mandato, che scade al 23 marzo del 2030", ha dichiarato il rettore, ribadendo il suo totale impegno verso l'ateneo. "Sto benissimo a fare il rettore, mi piace e penso che sia un'esperienza entusiasmante. per me oggi è l'esperienza più bella che ho fatto". Corgnati ha sottolineato come il programma di mandato, che prevede la finalizzazione di cantieri, l'apertura di nuovi dossier e un ambizioso piano di internazionalizzazione, non possa essere interrotto o compresso, in quanto fondamentale per "cambiare le traiettorie di un ateneo che deve far fronte a una grandissima sfida dell'università al 2030".
Nonostante la netta smentita del diretto interessato, il suo nome continua a essere uno dei più accreditati per il futuro della Regione Piemonte, complice anche la sua capacità di muoversi agilmente tra i mondi della ricerca, dell'innovazione e della politica, avendo già ricoperto ruoli di consulenza per istituzioni pubbliche. L'assessore, il cui cognome non è specificato nelle fonti, rimane un altro potenziale candidato, ma la candidatura di un rettore di un prestigioso ateneo come il Politecnico avrebbe un impatto simbolico e mediatico difficile da ignorare.
Il quadro piemontese: cresce anche Lo Russo, ma i sindaci hanno alti e bassi
Il Governance Poll 2026 ha fotografato un Piemonte in salute, con un incremento generalizzato del gradimento per i propri amministratori. Oltre a Cirio, cresce anche il consenso per il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che con il 55% di gradimento riesce a risalire la china e conquistare il 33esimo posto nella classifica nazionale dei sindaci. Un risultato che segna un significativo recupero rispetto al difficile 2025, quando il primo cittadino era scivolato al 72esimo posto, subendo un crollo di fiducia.
Non tutti i sindaci piemontesi, tuttavia, possono dirsi soddisfatti. Mentre Novara con Alessandro Canelli (56,5%) e Biella con Marzio Olivero (56%) occupano posizioni di rilievo, il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, sconta un brusco calo di gradimento fermandosi all'80esimo posto con il 48%. Un dato che, a pochi mesi dalla fine del suo mandato, riflette un rapporto più complesso con la città.
Sindaci in vetrina: Biondi, Cittadin e Frontini in luce
A livello nazionale, la classifica del Governance Poll ha premiato i primi cittadini che sono riusciti a costruire un rapporto solido con i propri territori. Tra questi, spicca il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, che si conferma sesto in Italia e primo in Abruzzo, un risultato che arriva a pochi mesi dalla designazione della città a Capitale italiana della Cultura. Biondi, che ha commentato il dato con l'usuale spirito di servizio, ha parlato di un riconoscimento che "appartiene all'intera squadra e agli aquilani".
Buone notizie anche per Valeria Cittadin, sindaca di Rovigo, che seppur scivolando al 15esimo posto a livello nazionale (con un leggero calo rispetto al nono posto dello scorso anno), si conferma seconda nel Veneto, preceduta solo dal sindaco di Treviso, Mario Conte. La sua posizione in classifica, spiegano i commentatori, è la dimostrazione di una tenuta del consenso nonostante le scelte spesso divisive del suo mandato.
Ottima performance, infine, per Chiara Frontini, sindaca di Viterbo, che con un gradimento del 60% si piazza al settimo posto in Italia, risultando la prima cittadina più apprezzata del Lazio. Un balzo in avanti di due posizioni rispetto al 2025 che, secondo la maggioranza che la sostiene, "conferma la bontà del progetto che governa Viterbo".




