Morte di Nico Ulivieri a Livorno, la dinamica dello scontro tra la pilotina e lo yacht Calypso. Proclamato uno sciopero di 24 ore
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Redazione Interno
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Il porto di Livorno è stato scenario di una tragedia del lavoro costata la vita a Nico Ulivieri, trentunenne pilota marittimo deceduto nel primo pomeriggio di ieri, martedì 24 febbraio, a seguito di una collisione tra la pilotina su cui si trovava e uno yacht di lusso, il Calypso, battente bandiera delle isole Cayman e lungo 61,5 metri. L’incidente è avvenuto a poche centinaia di metri dall’imboccatura dello scalo labronico, in quel tratto di mare dove i piloti salgono a bordo delle grandi navi per assisterle nelle manovre di attracco o partenza. Stando a una prima ricostruzione, Ulivieri aveva appena completato il trasbordo del pilota sullo yacht, il quale si trovava in zona per effettuare alcune prove in mare; mentre il collega era ormai a bordo del Calypso, lui era rimasto al comando dell’imbarcazione di servizio. Ed è in quel frangente, per cause che la Capitaneria di Porto sta ancora accertando anche attraverso l’analisi dei filmati delle telecamere dell’Avvisatore marittimo – già posti sotto sequestro dalla Procura –, che i due natanti sarebbero entrati in collisione. L’urto ha causato il repentino capovolgimento della pilotina, la quale è rimasta parzialmente a galla; Nico Ulivieri, come emerso dalle concitate fasi dei soccorsi, è rimasto intrappolato nella cabina di manovra del mezzo, senza riuscire a liberarsi nonostante il pronto intervento dei sub dei vigili del fuoco, che lo hanno recuperato ormai privo di sensi. Inutili si sono rivelati i successivi tentativi di rianimazione da parte del personale del 118 e dell’ambulanza della Misericordia giunta sul posto. I genitori del ragazzo, insieme a una folla di amici e colleghi accorsi in porto, hanno assistito al ritorno a terra della salma.
Il dolore del Piloti e il profilo della vittima: un giovane entusiasta prossimo alla paternità
Nico Ulivieri, che avrebbe compiuto trentun anni ad aprile, era entrato nel Corpo Piloti di Livorno da circa tre anni ricoprendo il ruolo di conduttore, in gergo tecnico “pilotino”. Diplomato all’Istituto Nautico Cappellini, aveva coltivato con sacrificio la passione per il mare fino a vincere il concorso che gli aveva permesso di trasformare quella vocazione in una professione, come hanno voluto sottolineare i colleghi all’indomani della tragedia: “Era entusiasta del suo lavoro e spesso raccontava quanto questa professione gli avesse cambiato la vita”. Sposato da poco più di un anno con la compagna Valentina, il giovane stava per diventare padre, una circostanza che rende la perdita ancora più lacerante sul piano umano e che ha scosso profondamente l’intera città, già segnata a gennaio dalla morte di un operaio edile in un altro incidente sul lavoro. Il Corpo Piloti, nel ricordarlo con affetto, lo ha descritto come un ragazzo d’oro che in quel triennio aveva saputo farsi volere bene da tutti, guadagnandosi la stima per la dedizione e la disponibilità. La notizia ha suscitato immediato cordoglio anche da parte delle istituzioni locali, tra cui il sindaco Luca Salvetti e il presidente dell’Autorità portuale Davide Gariglio, che hanno espresso vicinanza alla famiglia, mentre la Procura ha disposto l’autopsia sulla salma per accertare con precisione le cause del decesso e chiarire, tra gli altri aspetti, se eventuali traumi possano aver fatto perdere conoscenza al ragazzo prima del ribaltamento.
La reazione del sindacato: sciopero generale nel porto e nei servizi marittimi
All’indomani della scomparsa di Nico Ulivieri, l’Usb Livorno ha proclamato uno sciopero immediato di ventiquattr’ore per l’intera giornata di oggi, mercoledì 25 febbraio, coinvolgendo tutto il personale portuale e marittimo dello scalo. La decisione, comunicata attraverso una nota ufficiale del sindacato, è motivata dalla volontà di denunciare quella che viene definita come “l’ennesima tragedia nel nostro scalo”, la quale si aggiungerebbe a una lunga scia di incidenti sul lavoro periodicamente segnalati senza che, a giudizio dei lavoratori, vengano adottate misure risolutive. Nell’annunciare l’astensione dal lavoro – nel corso della quale saranno comunque garantiti i servizi pubblici essenziali – la sigla sindacale ha voluto stringersi idealmente al dolore che ha colpito i familiari, la moglie e i colleghi del giovane deceduto, sottolineando con forza l’esigenza di porre fine a quella che viene ormai percepita come una strage silenziosa nei luoghi di lavoro. Nel porto di Livorno, dove la notizia dello sciopero si è diffusa rapidamente tra gli operatori, si registra un clima di commozione ma anche di rabbia, con molti lavoratori che si sono fermati per partecipare a momenti di raccoglimento e per discutere delle condizioni di sicurezza in banchina e in mare.
Indagini in corso sulla dinamica e il sequestro dei mezzi coinvolti
Mentre la città e la comunità portuale si preparano a dare l’ultimo saluto a Nico Ulivieri, la macchina investigativa della Procura della Repubblica di Livorno, in coordinamento con la Capitaneria di Porto, è al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro sia della pilotina, che giace semiaffondata, sia del mega yacht Calypso, l’imbarcazione di lusso un tempo di proprietà della scrittrice J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter, e ora al centro degli accertamenti per verificare eventuali responsabilità. Fondamentali, in questo senso, saranno le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del porto che, stando a quanto si apprende, avrebbero ripreso l’intera sequenza dell’incidente; le autorità competenti stanno esaminando i filmati per capire se vi siano state manovre errate o se la collisione sia stata determinata dalle condizioni del mare o da un guasto meccanico. La chiusura momentanea dello scalo, decisa ieri per consentire i rilievi del caso, è stata nel frattempo revocata, ma le operazioni di indagine proseguono serrate per fare piena luce su una vicenda che ha riportato drammaticamente alla ribalta il tema della sicurezza nei porti e della tutela di chi, ogni giorno, lavora in mare.




