Tragedia al porto di Livorno: muore in uno scontro tra una pilotina e uno yacht
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di ordinaria operatività portuale si è trasformato in una tragedia nelle acque antistanti lo scalo labronico, dove un uomo di trent’anni ha perso la vita a seguito di un violento scontro tra la piccola imbarcazione su cui si trovava e un’unità da diporto di grandi dimensioni. L’incidente, la cui dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti, è avvenuto intorno alle 14 e 30 di oggi, 24 febbraio, a meno di un miglio dall’imboccatura del porto di Livorno, in una zona di transito obbligato per le navi in entrata e in uscita -1-5. La vittima, un marittimo impegnato nel servizio di pilotaggio, si trovava a bordo di una pilotina, quel tipo di natante utilizzato per il trasbordo dei piloti dai mezzi ormeggiati in rada fino alle grandi navi che devono essere assistite nelle manovre di attracco. Da una prima ricostruzione, la pilotina avrebbe urtato contro uno yacht di 50 metri, un impatto la cui forza ha provocato il repentino rovesciamento dell’unità più piccola e il conseguente sbalzo in acqua del suo conducente -1-6.
I soccorsi e i primi rilievi
L’allarme, scattato immediatamente dopo la collisione, ha mobilitato in pochi minuti un imponente dispositivo di soccorso: sul posto si sono precipitate le motovedette della Guardia Costiera, i mezzi del 118 e i sommozzatori dei vigili del fuoco, questi ultimi impiegati nelle ricerche in acqua -6. Nonostante la tempestività dell’intervento, per il giovane lavoratore non c’era già più nulla da fare: il suo, recuperato dai soccorritori, era ormai privo di vita, verosimilmente a causa dell’annegamento seguito al ribaltamento -1. Le autorità hanno momentaneamente disposto la chiusura dello scalo per consentire l’esecuzione dei rilievi e l’avvio delle indagini, affidate alla Capitaneria di Porto, che ora dovrà accertare l’esatta dinamica della collisione e, soprattutto, le cause che hanno portato al ribaltamento della pilotina, un’eventualità considerata eccezionale per questo tipo di imbarcazioni di servizio -1-6.
Il cordoglio delle istituzioni e del mondo politico
La notizia della scomparsa del giovane marittimo ha rapidamente suscitato un’ondata di cordoglio che ha coinvolto le massime autorità cittadine e numerose sigle politiche e sindacali. Il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha espresso a nome proprio e dell’intera Giunta Comunale il più sincero e profondo cordoglio per quanto accaduto, sottolineando come la vittima stesse svolgendo il proprio lavoro quando la vita gli è stata stroncata e stringendosi idealmente attorno ai familiari e ai colleghi colpiti da un lutto tanto improvviso quanto doloroso -3. A fare eco alle parole del primo cittadino sono stati in molti, tra cui il Segretario della Federazione livornese di Rifondazione Comunista e la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Diletta Fallani, la quale ha parlato di un dramma che impone una riflessione seria e impellente sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro ad alta complessità, come quelli portuali, dove la priorità non può mai essere sacrificata a logiche di velocità o produttività -8.
Il richiamo dei sindacati sulla sicurezza
Particolarmente sentita è stata la reazione delle organizzazioni sindacali, che hanno voluto esprimere vicinanza alla famiglia del lavoratore scomparso, un uomo che non ha fatto ritorno a casa dopo il proprio turno, ma che al contempo hanno acceso i riflettori sul tema, sempre drammaticamente attuale, della sicurezza sul lavoro. L’UGL Mare e Porti, attraverso la voce del segretario nazionale Almerico Romano, ha definito la morte del trentenne come innaturale e assurda, richiamando con forza l’urgenza di un’attenzione costante e concreta da parte di tutti gli operatori del settore affinché il rispetto rigoroso delle regole, in particolare nelle aree antistanti le imboccature portuali, diventi una garanzia reale e non un semplice adempimento formale -4. Anche la CGIL Livorno ha manifestato sconcerto e rabbia, ricordando come questa sia la seconda morte sul lavoro in città nell’arco di un mese, un dato che impone di accelerare gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente e aprire una riflessione più ampia, coinvolgendo anche la Direzione Marittima, su come migliorare la sicurezza all’interno dello scalo labronico -8.




