Tensione in Medio Oriente dopo l'assassinio di Haniyeh
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Redazione Esteri
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L'assassinio di Ismail Haniyeh, leader di Hamas, avvenuto il 31 luglio a Teheran, ha scatenato una serie di reazioni e tensioni in Medio Oriente. Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno promesso una vendetta "severa" contro Israele, accusato di essere il mandante dell'omicidio.
Raid israeliani su Gaza
In risposta all'assassinio, Israele ha condotto raid aerei su Gaza City, colpendo un'ex scuola dove si erano rifugiati profughi palestinesi. Almeno 17 persone sono morte e oltre 60 sono rimaste ferite, secondo quanto riportato da Al Jazeera.
Proteste in Yemen
Nel frattempo, centinaia di persone si sono riunite a Sanaa, in Yemen, per manifestare contro l'uccisione di Haniyeh. La situazione in Medio Oriente è sempre più tesa, con il timore di un attacco iraniano contro Israele.
Mistero sull'assassinio
Il mistero attorno alla morte di Haniyeh si infittisce. La Repubblica Islamica ha smentito le notizie riportate dal New York Times, secondo cui il leader di Hamas sarebbe stato ucciso da un ordigno piazzato nelle sue stanze mesi fa. Le Guardie della Rivoluzione hanno ribadito che la vendetta per Haniyeh sarà consumata "nei tempi, nei luoghi e nei modi appropriati".
Accuse agli Stati Uniti
Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno anche accusato gli Stati Uniti di aver assistito Israele nell'organizzazione dell'omicidio di Haniyeh. La situazione rimane estremamente volatile, con il rischio di ulteriori escalation di violenza nella regione.




