Subaru rilancia il cambio manuale, in arrivo WRX, BRZ e una nuova hatchback

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mentre l'industria sembra aver archiviato la terza pedale nel dimenticatoio dell’inefficienza, o perlomeno così vorrebbero farci credere i fautori delle trasmissioni robotizzate e delle vetture a batteria, Subaru sceglie una strada diametralmente opposta. La casa nipponica ha infatti sfruttato il palcoscenico della Fuji 24 Hours Race, appuntamento di punta del campionato Super Taikyu, per annunciare una controtendenza che farà sobbalzare sulla sedia i puristi: tre nuovi modelli dotati di cambio manuale vedranno la luce entro la fine del 2027.

L’evoluzione tecnologica che sembrava aver reso irreversibile il passaggio dalla leva al paddle al volante, insomma, non è così definitiva, perlomeno per chi ha deciso di continuare a investire risorse nel “fai da te” a sei marce.

La strategia dietro le tre nuove vetture a pedale

L’annuncio, concretizzatosi durante una conferenza stampa tenuta al Fuji Speedway, ha un peso specifico notevole se letto nel contesto attuale. Non si tratta di un fuori programma o di una versione limitata destinata a collezionisti; Subaru ha confermato che i tre veicoli – una WRX, una BRZ in una veste speciale e un inedito hatchback a cinque porte – saranno sviluppati dal nuovo reparto denominato “Sports Vehicle Planning Office”.

Questa divisione, spiegano dalla casa, ha il mandato di trasferire le competenze maturate nel motorsport sui modelli di produzione, cercando di preservare quel legame fisico con l’asfalto che solo un cambio meccanico può garantire. L’operazione, quindi, non è un semplice esercizio di stile nostalgico, ma una precisa volontà di intercettare una nicchia di appassionati che rifiuta l’omologazione delle automatiche.

WRX e la rinascita del robusto TY85

Tra i tre modelli, la nuova WRX rappresenta forse l’operazione più radicale sul piano tecnico, oltre che su quello emozionale. Dopo la fugace apparizione della STI Sport riservata al solo mercato giapponese e prodotta in soli 600 esemplari, Subaru ha deciso di riportare stabilmente la trasmissione manuale nella sua sportiva di punta. La vera novità, però, risiede sotto la scocca: la berlina abbandonerà il cambio TY75 per adottare la più robusta trasmissione TY85, ereditata dalla precedente generazione della WRX STI.

Una scelta che gli addetti ai lavori leggono come un ritorno alle origini in termini di affidabilità e resistenza meccanica; il classico cofano dotato di presa d’aria lascia inoltre supporre la conferma del motore boxer turbo da 2.4 litri, escludendo – almeno per questa variante – soluzioni ibride o elettrificate.

La nuova hatchback e la BRZ alleggerita

Se la WRX e la BRZ (quest’ultima destinata a diventare più leggera e votata al piacere di guida, ereditando i componenti STI della serie limitata Type RA) erano più scontate, la vera sorpresa del trittico è la misteriosa hatchback. Il costruttore la descrive come una “base car accessibile”, una sorta di sportiva economica pensata per abbassare il costo d’ingresso al mondo delle tre pedali.

Deriverà dal concept Performance-B STI e, a differenza delle sorelle, avrà una personalità completamente nuova, posizionandosi probabilmente come erede spirituale della Impreza per gli appassionati che non amano le berline tre volumi. Una scelta coraggiosa, in un’epoca in cui anche colossi come Porsche o BMW riducono l’offerta manuale, che testimonia come Subaru intenda puntare tutto sulla fedeltà di una clientela per la quale cambiare marcia non è un’operazione meccanica, ma un piacere irrinunciabile.

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