La nuova Porsche 911 GT3 S/C, la prima cabrio con cambio manuale che sfida ogni convinzione
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’è chi, ancora oggi, sostiene che una GT3, per definizione la più radicale delle 911, debba per forza di cose conservare un tetto in lamiera, quasi che la leggerezza e la rigidità torsionale rappresentino un dogma non negoziabile. Eppure, dalla casa di Stoccarda-Zuffenhausen, quella stessa che da decenni affina il concetto di sportiva estrema senza mai tradire il proprio Dna, arriva una risposta tanto inaspettata quanto folgorante: la nuova 911 GT3 S/C, sigla che sta per “Speedster Cabrio” o forse semplicemente per “Senza Compromessi”, abbandona ogni titubanza e si presenta sul mercato con il cielo – letteralmente – come unico limite. Per la prima volta nella storia, infatti, la filosofia della GT3 incontra una carrozzeria scoperta, e l’operazione, lungi dall’essere un esercizio di stile o una concessione alle mode, insegue un obiettivo preciso: portare l’esperienza di guida a un livello di coinvolgimento sensoriale finora inesplorato. Il prezzo, si badi bene, parte da circa 280.000 euro, una cifra che la posiziona immediatamente tra le interpretazioni più esclusive dell’intera gamma 911.
Un video tra le curve di Tenerife e il ritorno alle origini
Per una volta, è proprio il caso di partire dal dato economico, perché – come vedremo – quel listino finirà per sembrare quasi proporzionato alla qualità dell’opera. A suggellare l’arrivo della nuova arrivata ci ha pensato un video spettacolare, girato tra le curve della parte settentrionale di Tenerife, dove l’asfalto si torce e si snoda tra pareti rocciose e scorci sull’oceano. La casa tedesca ha scelto quella location non a caso: l’isola canaria, con le sue strade che alternano tornanti lenti a veloci allunghi, rappresenta il banco di prova ideale per una vettura che promette di emozionare persino i puristi, quelli stessi che avevano già osannato la 911 Speedster in edizione limitata o la successiva 911 S/T. E se quelle erano creature da collezione, pensate per un uso sporadico e quasi rituale, questa GT3 S/C ambisce a essere diversa: una cabrio da guidare tutti i giorni, magari con il casco, ma anche con il vento tra i capelli.
Il boxer aspirato da 4 litri e la cura per il peso
Sotto il cofano – o meglio, dietro i sedili – batte ancora il cuore del celebre boxer aspirato da 4 litri, quel sei cilindri capace di erogare 510 cavalli e di salire di giri con una fame che pochi altri propulsori sanno raccontare. La vera novità, però, non sta tanto nella potenza, quanto nell’approccio meccanico: la GT3 S/C mantiene il cambio manuale a sei marce, scelta quasi eretica in un’epoca dominata da doppi frizioni fulminei e palette al volante. Perché Porsche sa bene che chi cerca l’adrenalina pura, quella che parte dalla pianta dei piedi e arriva direttamente al cervello, non vuole filtri né interposti computer. E allora via libera a soluzioni in fibra di carbonio per il cofano e per i parafiamma anteriori, mentre il magnesio fa capolino nel telaio e nei cerchi, tutto per contenere un peso che, nonostante l’assenza del tetto, resta sorprendentemente vicino a quello della versione chiusa.
L’ala posteriore, la tela e la pista che diventa strada
La 911 GT3, va ricordato, già da qualche anno si può avere in variante Touring, quella senza la vistosa ala posteriore fissa e dalle scelte cromatiche più morigerate, pensata per chi ama la sostanza senza esporsi troppo. Ma qui siamo su un altro piano: la S/C sfoggia un piccolo alettone in carbonio, integrato nel profilo del baule, e un soft top in tela che si apre e si chiude in circa dodici secondi, anche in movimento fino a 50 km/h. E allora pensare a uno dei motori aspirati più amati del Pianeta che urla letteralmente dietro la schiena di chi avrà la fortuna di mettersi al volante – fortunato lui o lei – regala un’emozione che nessuna cifra potrà mai quantificare. L’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 3,4 secondi, identica a quella della Touring, e la velocità massima tocca i 314 km/h. Dettagli, questi, che fanno capire come la pista non sia stata dimenticata: anzi, per la prima volta una cabrio firmata GT3 si presenta sulla griglia di partenza con la stessa dignità delle sorelle coperte. Resta solo da chiedersi se i puristi accetteranno questa rivoluzione o se, invece, la considereranno un’eresia. Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.




