Porsche 911 GT3 S/C, la prima cabrio della dinastia più estrema arriva con 510 cavalli e cambio manuale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La gamma della 911, che da decenni rappresenta l’anima sportiva della casa di Stoccarda senza mai tradire la propria essenza, si arricchisce di una variante destinata a far discutere gli appassionati più puristi. Si chiama 911 GT3 S/C, sigla inedita che sta per “Sport Cabrio”, ed è la prima versione scoperta nella storia del modello GT3 a essere prodotta in serie senza limitazioni numeriche. L’annuncio, arrivato nei giorni scorsi direttamente dalla sede di Zuffenhausen, conferma come l’approccio ingegneristico della marca non abbia mai smesso di guardare al piacere di guida più autentico, quello fatto di componenti leggeri, propulsori aspirati e coinvolgimento sensoriale. La nuova arrivata, infatti, non solo mantiene il celebre sei cilindri boxer da 4,0 litri capace di erogare 510 cavalli, ma lo abbina esclusivamente a un cambio manuale a sei marce, scelta coraggiosa in un’epoca dominata dalla doppia frizione e dalle soluzioni ibride.

Un equilibrio delicato tra leggerezza e rigidità strutturale

Il dato più interessante, quando si analizza la scheda tecnica di questa cabriolet due posti, è senza dubbio il peso fermo sull’ago della bilancia a 1.497 chilogrammi. Una cifra sorprendente, se si considera che il meccanismo della capote, per quanto sofisticato, aggiunge sempre qualche chilo di troppo rispetto alla versione con tetto fisso. Per ottenere questo risultato, gli ingegneri hanno attinto a piene mani dal catalogo della 911 S/T, modello di nicchia realizzato per celebrare sessant’anni della piattaforma. Il cofano anteriore, i parafanghi e le portiere sono realizzati in fibra di carbonio, mentre le barre antirollio e le aste di accoppiamento del retrotreno adottano lo stesso materiale composito. I cerchi in magnesio da 20 pollici all’avantreno e 21 al retrotreno, che da soli fanno risparmiare circa nove chilogrammi rispetto a quelli tradizionali in alluminio, completano un quadro tecnico orientato all’alleggerimento totale. L’impianto frenante carboceramico PCCB, di serie su questo allestimento, contribuisce ulteriormente alla riduzione della massa eliminando oltre venti chilogrammi rispetto a una soluzione in ghisa.

Il motore aspirato e il cambio manuale come firma indelebile

Sotto il cofano posteriore, che conserva lo stesso schema meccanico delle sorelle GT3, pulsa il boxer sei cilindri aspirato da quattro litri già ampiamente celebrato dagli addetti ai lavori. La potenza massima di 510 cavalli, raggiunta a 9.000 giri al minuto, rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti in un settore automobilistico sempre più orientato verso la sovralimentazione e l’elettrificazione. La coppia motrice, pari a 450 Nm, non è certo la più alta della categoria, ma il comportamento elastico del motore e la sua capacità di salire di regimi senza mai spezzare il fiato regalano un’esperienza di guida che nessuna turbina potrà mai eguagliare. La trasmissione, esclusivamente manuale, adotta rapporti corti derivati proprio dalla S/T, il che significa cambiata frequente e una costante sollecitazione a tenere il motore sempre su di giri. Le prestazioni dichiarate, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 3,9 secondi e una velocità massima di 313 km/h, dimostrano come la cabrio non abbia nulla da invidiare alle varianti chiuse.

La capote automatica e le soluzioni dinamiche derivate dalla pista

Per la prima volta su una GT3, Porsche ha deciso di montare una capote in tela a comando completamente elettrico, abbandonando la copertura posteriore a doppia bombatura che caratterizzava la precedente Speedster. Il sistema, azionabile fino a una velocità di 50 chilometri orari, completa l’apertura o la chiusura in circa dodici secondi, mentre il frangivento elettrico può essere attivato in due secondi anche in marcia fino a 120 km/h. La struttura della capote inra rinforzi in magnesio, materiale più leggero dell’alluminio del 35%, e garantisce una linea laterale molto vicina a quella della coupé, senza quell’effetto “spezzato” che spesso penalizza le spider derivate da modelli nati con il tetto fisso. Sul fronte telaistico, la novità più rilevante riguarda l’avantreno a doppio braccio oscillante, soluzione fino a oggi riservata alle versioni chiuse e ora adottata per la prima volta su una 911 cabriolet. L’assetto riprende quello della GT3 Touring, con pneumatici 255/35 ZR20 all’anteriore e 315/30 ZR21 al posteriore, e promette una precisione di sterzata e una tenuta laterale che nessuna scoperta aveva mai saputo offrire prima.

Interno essenziale e listino prezzi per il mercato italiano

L’abitacolo, come ci si aspetta da un’auto pensata per i puristi, è stato spogliato di ogni superfluo pur mantenendo un livello di finitura artigianale degno della tradizione tedesca. I sedili Sportivi Plus in pelle nera sono di serie, ma chi desidera risparmiare ulteriori chili può optare per i gusci in CFRP con schienale ripiegabile, dotati di airbag toracico integrato. La strumentazione digitale, inevitabile concessione alla modernità, propone una modalità Track Screen che ruota il contagiri verso sinistra posizionando la linea rossa dei 9.000 giri verticalmente a mezzogiorno, dettaglio che rivela l’attenzione maniacale per la sportività. Il volante mantiene l’avviamento a sinistra, classico tributo alle vittorie della 24 Ore di Le Mans, mentre i pannelli porta alleggeriti e i tappetini in materiale composito completano un quadro orientato al risparmio di massa. Il listino prezzi per l’Italia parte da 280.080 euro, cifra che sale a circa 308.725 euro se si aggiunge il pacchetto Street Style sviluppato dal dipartimento Porsche Style, il quale introduce abbinamenti cromatici inediti e dettagli estetici dedicati.

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