A Riccione l'ombrellone è gratis e il lettino costa 4 euro: la scelta di Guerrino Ricci

A Riccione l'ombrellone è gratis e il lettino costa 4 euro: la scelta di Guerrino Ricci
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre i listini dei stabilimenti balneari italiani registrano rincari anno dopo anno, con prezzi che in molte località turistiche superano abbondantemente la soglia dei 30 euro per il pacchetto base, dalla Riviera Romagnola arriva una contro-tendenza destinata a far discutere. Sulla spiaggia di Riccione, nella zona 16, il bagnino Guerrino Ricci, 87 anni, ha deciso di mantenere una politica dei prezzi che sembra quasi anacronistica in un settore sempre più orientato al profitto: il lettino viene affittato a 4 euro, mentre l'ombrellone viene offerto senza alcun costo aggiuntivo.

Una scelta che sta facendo il giro del web, alimentando un acceso dibattito tra i frequentatori del mare e gli stessi operatori del settore.

Il "capitano" Guerrino e la sua filosofia low cost

Guerrino Ricci, che tutti al Bagno 16 chiamano affettuosamente "il capitano", non è certo un novellino del mestiere e la sua lunga carriera alle spalle gli ha insegnato che la fedeltà della clientela si conquista giorno per giorno, con gesti concreti più che con strategie di marketing. Il suo ragionamento è tanto semplice quanto radicale: se i prezzi salgono, la gente smette di venire e lui, ammette candidamente, non si sentirebbe di alzare il costo del servizio sapendo che molte famiglie farebbero fatica a permetterselo.

Il guadagno, per quanto esiguo, rimane comunque, ma la priorità per l'anziano concessionario è un'altra, ovvero garantire a tutti l'accesso al mare come un diritto e non come un privilegio per pochi, specialmente nei confronti della clientela di prossimità, quella che arriva dai comuni collinari dell'entroterra per passare una giornata in riva all'Adriatico.

Le reazioni dei bagnanti e il confronto con il mercato

La notizia dell'ombrellone gratis e del lettino a prezzo politico ha scatenato un'ondata di entusiasmo sui social network, dove centinaia di bagnanti hanno elogiato la scelta di Guerrino, definendola un esempio di umanità e lungimiranza in un contesto economico che spinge invece verso la massimizzazione del profitto a ogni costo. Ma non sono mancate alcune voci critiche tra gli stessi operatori della spiaggia, i quali vedono in questa politica una possibile concorrenza sleale o, quantomeno, una strategia che rischia di svalutare il lavoro di chi investe in servizi più costosi.

Per avere un termine di paragone, la media dei prezzi sulla Riviera Romagnola si attesta tra i 24 e i 30 euro per un ombrellone classico con due lettini, con variazioni significative a seconda della posizione all'interno dello stabilimento, dove le file più vicine al mare prevedono ovviamente un supplemento.

La difesa del modello delle microimprese familiari

A intervenire nel dibattito è stato Diego Casadei, presidente della Cooperativa Bagnini, il quale ha offerto una lettura interessante della vicenda, inquadrandola non come un'anomalia dannosa ma come una prova della vitalità del sistema balneare italiano. Secondo Casadei, proprio nel momento storico in cui si discute dei bandi per le concessioni demaniali, l'esempio di Guerrino Ricci dimostra che l'attuale modello, basato su una miriade di microimprese a conduzione familiare, offre alla clientela una scelta ampia e variegata in termini di prezzi e servizi.

Le tariffe applicate da Guerrino, insomma, non rappresenterebbero un attacco alla categoria ma la prova che il sistema è in grado di autoregolarsi, garantendo opzioni per tutte le tasche e preservando quella diversificazione che rende unica l'esperienza balneare italiana, lontana dagli standard omologati delle grandi catene internazionali.

Un servizio come missione per il futuro della balneazione

Per Guerrino Ricci, avere in gestione quel lembo di arenile non è soltanto un'attività commerciale ma una vera e propria missione, quasi un servizio pubblico da offrire alla collettività. L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare nuovi clienti attraverso la convenienza e, allo stesso tempo, di mantenere fedeli gli habitué, persone che scendono al mare da decenni e che rappresentano il vero patrimonio umano di questa costa.

In un'epoca in cui la parola "sostenibilità" è spesso abusata, la sua politica dei prezzi bassi rappresenta una forma di sostenibilità sociale concreta, capace di rendere accessibile una giornata in spiaggia anche a chi deve fare i conti con un bilancio familiare sempre più stretto, senza per questo rinunciare alla qualità del servizio e all'accoglienza che solo un piccolo stabilimento gestito con passione può offrire.

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