Palladino e il dubbio portiere: "Ho scelto, ma non ve lo dico. Per l'Inter servirà la partita perfetta"
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Redazione Sport
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Raffaele Palladino ha sciolto le riserve ma non ha alcuna intenzione di condividerle. Alla vigilia di Bologna-Inter, settima giornata di Serie A in programma sabato alle 18 al Dall'Ara, il tecnico rossoblù tiene ancora avvolto nel mistero il nome del portiere che difenderà i pali contro i campioni d'Italia in carica. Il ballottaggio è tra Lukasz Skorupski e il giovane Massimo Pessina, entrambi reduci da un avvio di stagione tutt'altro che lineare.
Il nodo portiere
La scelta di Palladino arriva dopo settimane di valutazioni incrociate. A Lecce, prima della sosta, era toccato a Pessina, ma il giovane estremo difensore ha commesso un paio di incertezze in occasione del gol subito da Fatah, complicando ulteriormente una gerarchia che appariva già fluida. Skorupski, dal canto suo, era finito in panchina dopo gli errori contro Atalanta e Torino, ma nel corso della lunga pausa per le nazionali ha avuto modo di lavorare con continuità agli ordini dello staff rossoblù, ritrovando gradualmente serenità e sicurezza.
«È l'allenamento che determina chi va in campo, a prescindere dagli errori che ci possono essere perché anche io posso sbagliare, come i calciatori, come gli arbitri: gli errori fanno parte di questo lavoro», ha spiegato Palladino in conferenza stampa. «Scelgo chi va in campo con la massima serenità e ho massima fiducia sia in Skorupski sia in Pessina. Chi scenderà in campo domani avrà il mio pieno appoggio. Ho già fatto la mia scelta per domani».
Dovbyk out, Enem si candida
Se il dubbio tra i pali resta il più insistente, la situazione in attacco non è da meno. Artem Dovbyk, arrivato in estate con grandi aspettative, non è ancora pronto per una maglia da titolare: un acciacco al flessore lo ha frenato proprio sul più bello, dopo aver cercato minutaggio con la Primavera e nell'amichevole contro l'Ascoli durante la sosta.
«Ha minuti nelle gambe ma fin tanto che non lo metterò in campo, lui dovrà aspettare la sua occasione, ma deve stare tranquillo perché il suo momento arriverà», ha assicurato il tecnico, che ha speso parole di elogio anche per Jay Enem, protagonista a Lecce con il gol che ha spezzato un digiuno esterno che durava da troppo tempo.
«A prescindere dal gol, è un ragazzo che mi piace. È serio, l'ho provato da trequartista e l'ha fatto con grande serietà e professionalità», ha aggiunto Palladino, lasciando intendere che l'ex giovane possa ritagliarsi spazio anche contro l'Inter, magari a gara in corso.
Darmian, il professore della difesa
In difesa, il neo acquisto Matteo Darmian si appresta a vivere una serata particolare contro la sua ex squadra. L'esterno, arrivato in rossoblù poco prima della trasferta di Lecce, si è già guadagnato la stima incondizionata del tecnico, che non ha lesinato complimenti: «Per me è un professore. Ha intelligenza calcistica e letture. Sembra un allenatore in campo. Vede le cose prima rispetto a quando stanno per accadere. A Lecce l'abbiamo utilizzato vista l'emergenza, ma lo vedo bene da terzo di destra».
Il Dall'Ara, intanto, si prepara a una serata da tutto esaurito, con oltre 30.000 spettatori attesi sugli spalti e un DJ set per accompagnare l'arrivo dei tifosi già prima del fischio d'inizio. Per il Bologna, reduce dal primo successo stagionale ottenuto proprio a Lecce, l'obiettivo è sfatare un tabù casalingo che dura dallo scorso 12 aprile, quando l'ultima vittoria interna arrivò sempre contro i salentini.
Di fronte, però, c'è la prima della classe, reduce dalla sconfitta in Champions League contro il Club Brugge e orfana di Lautaro Martinez, out per un risentimento muscolare.
Le insidie dell'Inter
Palladino ha analizzato con attenzione i punti di forza dei nerazzurri, soffermandosi sulla capacità della squadra di Cristian Chivu di reagire anche nelle situazioni più complicate: «L'Inter ha grandi armi: ha dimostrato di poter riprendere spesso le partite anche in situazioni di doppio svantaggio. È una squadra costruita per vincere. Noi dovremo fare la partita che pensiamo possa infastidire l'Inter e soprattutto difendere da squadra».
Il tecnico rossoblù ha poi sottolineato come l'assenza del capitano argentino non renda l'impegno meno proibitivo, poiché la struttura di gioco nerazzurra poggia su automatismi rodati che prescindono dal singolo interprete: «Possono farlo anche senza Lautaro perché con Esposito che gioca da boa, Thuram o Bonny possono girargli attorno. È una squadra con una fase offensiva formidabile che di media segna tre gol a partita, ma noi vogliamo giocarcela e capire a che punto siamo della nostra crescita».
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