Giacomel entra nella leggenda: doppietta a Oberhof e maglia gialda
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Redazione Sport
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La neve di Oberhof, che tanti interpreti del biathlon ha forgiato nella sua proverbiale durezza, ha scritto una nuova pagina per lo sport italiano, consegnandola alle mani salde di Tommaso Giacomel. Il biathleta trentino, dopo il convincente successo di giovedì nella sprint, ha infatti centrato una doppietta storica imponendosi anche nell’inseguimento valevole per la Coppa del Mondo, una prova che si è trasformata in un’epica rimonta condotta nonostante i sei errori al poligono. Un risultato, il suo, che assume i contorni del leggendario poiché nessun uomo italiano era mai riuscito nell’impresa di confermare una vittoria nella sprint con un altro primo posto nella gara immediatamente successiva, un traguardo che, guardando all’intero movimento azzurro, era stato toccato solamente in due occasioni da Lisa Vittozzi. Quella di Giacomel, del resto, è una striscia di vittorie che ormai ha del prodigioso, essendosi imposto nelle ultime tre gare in programma: dalla mass start di Annecy fino alla doppia affermazione nel tempio tedesco.
Un primato che mancava da decenni
La grandezza della prestazione, tuttavia, non si misura soltanto nell’immediato ma risuona anche nel profondo delle statistiche, dove i numeri assumono il peso della storia. Con questo quarto sigillo stagionale, Giacomel non ha soltanto allungato la sua serie personale ma ha agganciato un record nazionale che resisteva immutato da un’epoca lontanissima, quasi dimenticata. Bisogna infatti risalire al marzo del 1988 per ritrovare l’ultimo, e unico, biathleta italiano in grado di indossare la prestigiosa maglia gialda di leader della classifica generale di Coppa del Mondo, quando fu Johann Passler a guidare la graduatoria. Una data che, fino al 10 gennaio 2026, rappresentava poco più di un fermo immagine ingiallito negli annali, un ricordo custodito dalle ragnatele e dalla memoria degli addetti ai lavori, oggi finalmente riportato al presente dalla straordinaria continuità del venticinquenne di Tesero.
Un sabato di gloria per lo sport invernale italiano
La giornata di festa, in verità, non si è limitata al solo poligono di Oberhof ma ha trovato riverbero lungo tutto l’arco alpino, tingendosi di azzurro in diverse discipline. Mentre Giacomel completava la sua opera, altri atleti contribuivano a disegnare quello che può essere definito a pieno Titolo un sabato di gloria per lo sport invernale italiano, a poco più di tre settimane dall’avvio dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Successi e prestazioni di rilievo nel biathlon, nello snowboard e nello slittino hanno infatti creato un coro di risultati positivi, dimostrando come il movimento stia vivendo una fase di fervore e preparazione ottimale in vista dell’appuntamento casalingo. Tra essi, spiccano le conferme di atleti come Dominik Fischnaller e Roland Hofer, capaci di onorare la tradizione delle rispettive specialità.
Il percorso verso l’appuntamento olimpico
L’esplosione di Giacomel in questa fase della stagione, che lo vede protagonista assoluto con una serie di performances di altissimo livello, delinea uno scenario di grandissime aspettative ma anche di lavoro meticoloso. Il suo percorso, costellato da errori al tiro come quelli commessi nella sprint di giovedì e poi nell’inseguimento stesso, ma sempre compensati da sciate dominate e da una freddezza mentale non comune, dimostra una crescita esponenziale nella gestione della pressione e delle gare. Un progresso che, partito dai primi successi e consolidato attraverso esperienze internazionali, sembra ora aver trovato la sua piena maturazione in un momento perfetto, proprio all’orizzonte dell’accensione del braciere olimpico. Il biathlon italiano, dopo aver a lungo sognato un leader in grado di competere stabilmente al vertice, oggi può contare non solo su un campione ma su un uomo che sta riscrivendo i limiti di ciò che era considerato possibile.




