OpenAI e le equazioni di Navier-Stokes, bufera sull'attribuzione: «Ha copiato il nostro lavoro»
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Redazione Economia
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La matematica dei fluidi, quella che descrive il moto dell'aria e dell'acqua, è al centro di una disputa che negli ultimi giorni ha coinvolto OpenAI, l'azienda di Sam Altman, e due ricercatori che da mesi lavoravano allo stesso enigma. Al centro della vicenda ci sono le equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette Problemi del Millennio individuati nel 2000 dal Clay Mathematics Institute, ciascuno accompagnato da un premio da un milione di dollari per chi fosse riuscito a risolverlo.
Di quei sette problemi, finora ne era stato risolto soltanto uno, la congettura di Poincaré, dimostrata dal matematico russo Grigori Perelman tra il 2002 e il 2003 e poi da lui rifiutata sia in denaro sia nella Medaglia Fields.
L'annuncio di OpenAI e i numeri dell'impresa
Martedì 8 settembre OpenAI ha annunciato di aver affrontato il problema con un dispiegamento di mezzi senza precedenti: diecimila agenti di intelligenza artificiale fatti lavorare in parallelo per 88 ore, tra il primo e il 5 settembre, con 2,7 milioni di messaggi scambiati tra loro e 130 miliardi di token prodotti. Il costo stimato dell'operazione si aggira intorno ai due milioni di dollari, una cifra che secondo l'azienda è mille volte superiore a quanto era stato speso nei tentativi precedenti.
La dimostrazione, hanno spiegato i ricercatori di OpenAI, è stata poi verificata dal modello GPT-6 Astra in circa diciassette ore, e riguarderebbe l'esistenza e la regolarità delle soluzioni delle equazioni in uno spazio euclideo tridimensionale.
Il lavoro dei due matematici e le accuse
Dodici ore prima dell'annuncio di OpenAI, però, Tristan Buckmaster, matematico della New YorkYork University, e Levent Alpöge, ricercatore che lavora per Anthropic e che collaborava con lui a titolo personale, avevano reso pubblico un risultato affine sulle equazioni di Eulero, la versione senza attrito delle Navier-Stokes. I due avevano raggiunto la svolta tra il 15 e il 22 agosto, dopo circa un anno di lavoro, e avevano conservato tutte le bozze all'interno di Codex, lo strumento di programmazione di OpenAI.
Secondo la ricostruzione di Buckmaster, all'inizio di settembre nell'ambiente accademico e tecnologico avevano iniziato a circolare voci sui loro progressi. «Quasi nessun altro di mia conoscenza ci stava lavorando», ha dichiarato il matematico, spiegando che le scelte compiute con Alpöge erano troppo specifiche per essere il frutto di un percorso a cui si arriva in pochi giorni partendo dalla sola formulazione del problema.
Buckmaster ha raccontato di aver chiesto direttamente a colleghi che lavorano per OpenAI quando fosse stato inviato il primo prompt relativo al problema, ricevendo come risposta che era avvenuto nei giorni precedenti, dopo che le informazioni sul loro lavoro avevano raggiunto l'azienda. Ha poi domandato se il modello fosse stato addestrato sulle loro sessioni in Codex, e su questo punto, ha scritto, non ha ottenuto risposta.
La replica dell'azienda e la posizione del Clay Institute
OpenAI ha respinto le accuse definendole «categoricamente false» e ha sostenuto che i suoi ricercatori non hanno visto il lavoro dei due matematici prima della pubblicazione e che nessun dato specifico degli utenti è stato consultato per risolvere il problema. In una dichiarazione scritta, l'azienda ha ammesso che dati de-identificati derivati dall'uso dei suoi prodotti potrebbero aver contribuito, in via del tutto ipotetica, a migliorare i modelli, pur ritenendo l'eventualità improbabile, e ha aggiunto che le dimostrazioni differiscono in modo significativo.
Il ricercatore di OpenAI Sebastien Bubeck ha spiegato che l'azienda ha avviato il proprio lavoro dopo aver raccolto una voce riguardante Anthropic, e ha negato che i prompt o le dimostrazioni dei due studiosi siano stati usati per indirizzare gli agenti. Il Clay Mathematics Institute, dal canto suo, continua a registrare il problema come aperto: l'istituto ha preso atto dell'annuncio e ha fatto sapere che il processo di valutazione per l'assegnazione del premio è per statuto deliberatamente lento e che fornirà aggiornamenti.
Che cosa sono le equazioni di Navier-Stokes
Formulate all'inizio del XIX secolo, le equazioni di Navier-Stokes descrivono il comportamento dei fluidi considerati come continui deformabili, traducendo in linguaggio matematico tre principi fisici: la conservazione della massa, della quantità di moto e dell'energia. Il problema del Millennio non chiede di trovare una formula risolutiva, ma di stabilire se, a partire da condizioni iniziali regolari e senza divergenze, le soluzioni esistano per sempre e rimangano prive di singolarità, oppure se possano sviluppare in un tempo finito una rottura della regolarità.
È una questione che ha implicazioni dirette sulla comprensione della turbolenza e sulle applicazioni che vanno dalla progettazione aeronautica alle previsioni meteorologiche. Filippo Gazzola, professore ordinario di Analisi Matematica al Politecnico di Milano, ha osservato che il documento prodotto da OpenAI è molto lungo e palesemente scritto da una macchina, e che stabilire se il risultato sia corretto non è affatto banale: ci sono al massimo un centinaio di persone al mondo in grado di valutare un lavoro di questo livello, e servirà tempo per decifrarlo.
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