OpenAI dice di aver risolto il problema di Navier-Stokes: polemiche sul credito e accuse di aver usato il lavoro altrui

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per la prima volta nella storia dell’intelligenza artificiale un sistema di machine learning sostiene di aver risolto uno dei sette “Problemi del Millennio”, gli enigmi matematici selezionati nel 2000 dal Clay Mathematics Institute e accompagnati da un premio da un milione di dollari ciascuno.

L’annuncio, diffuso da OpenAI lo scorso 8 settembre, riguarda il problema dell’esistenza e della regolarità delle equazioni di Navier-Stokes, le formule che descrivono il movimento dei fluidi e che trovano applicazione nella progettazione aeronautica, nelle previsioni meteorologiche e nello studio del flusso sanguigno.

Un risultato ottenuto in ottantotto ore

Secondo quanto comunicato dall’azienda californiana, il risultato sarebbe stato raggiunto in appena ottantotto ore mobilitando fino a diecimila agenti di intelligenza artificiale, per un totale di circa 2,7 milioni di messaggi e centotrenta miliardi di token. Il sistema, un modello interno non ancora rilasciato al pubblico e descritto come significativamente più capace di GPT-6 Astra, avrebbe prodotto una dimostrazione analitica successivamente formalizzata con il linguaggio di verifica Lean.

La soluzione proposta dimostrerebbe che un fluido inizialmente regolare e in quiete può sviluppare una singolarità in un tempo finito, con la velocità che cresce senza limite pur mantenendo un’energia complessiva finita. Si tratterebbe, in sostanza, di un vortice che si avvolge su sé stesso, si allunga e accelera fino a far collassare la

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