OpenAI risolve le equazioni di Navier-Stokes, ma scoppia la bufera sulla paternità della scoperta
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Redazione Economia
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La prima reazione del matematico e ricercatore di OpenAI Sébastien Bubeck, davanti al risultato ottenuto in appena 88 ore da un esercito di 10.000 agenti di intelligenza artificiale, è stata di diffidenza: “Penso che debba esserci un errore da qualche parte”. Il sospetto iniziale, però, si è trasformato in un annuncio storico: il colosso guidato da Sam Altman sostiene di aver risolto uno dei sette “Problemi del Millennio” del Clay Mathematics Institute, le celebri equazioni di Navier-Stokes, per la cui soluzione è in palio un milione di dollari.
La scoperta, che arriva a quasi due secoli dai lavori dei fisici Claude-Louis Navier e George Gabriel Stokes, promette di rispondere a un interrogativo fondamentale sulla fluidodinamica, ovvero se le equazioni che descrivono il moto di liquidi e gas possano sempre fornire soluzioni regolari e prive di incongruenze fisiche in uno spazio tridimensionale.
La dimostrazione dell’AI e il nodo delle “esplosioni” matematiche
Secondo quanto dichiarato da OpenAI, il modello interno, descritto come “significativamente più capace” del recente GPT-6 Astra, ha impiegato circa 88 ore di elaborazione distribuita per giungere alla soluzione. Il cuore della dimostrazione risiede nella scoperta di una condizione particolare in cui le equazioni vanno in “blow-up”, un termine tecnico che indica la comparsa di una singolarità in cui la velocità del fluido tenderebbe teoricamente a infinito, un evento impossibile nella realtà fisica.
In pratica, l'AI ha trovato un esempio in cui le equazioni di Navier-Stokes generano un risultato privo di senso, dimostrando così che, in determinate circostanze, la loro formulazione matematica è incompleta e necessita di correttivi. La soluzione è stata verificata tramite Lean, un linguaggio di programmazione utilizzato per la formalizzazione e la verifica di dimostrazioni matematiche complesse, il che garantirebbe un altissimo grado di certezza sul risultato, sebbene l'articolo di 166 pagine sia ancora al vaglio della comunità scientifica.
La controffensiva dei matematici e le accuse di “scippo”
L'entusiasmo per il traguardo tecnologico è stato immediatamente offuscato da una polemica accesa. Il giorno precedente all'annuncio di OpenAI, due matematici, Tristan Buckmaster della New YorkYork University e Levent Alpöge, ricercatore per Anthropic (concorrente diretto di OpenAI), avevano reso noto un progresso significativo su un problema correlato, relativo alle equazioni di Eulero, considerate un passo preparatorio fondamentale per la sfida di Navier-Stokes.
Buckmaster ha rilasciato una dichiarazione pubblica in cui sostiene che OpenAI ha iniziato a interessarsi seriamente al problema solo dopo aver appreso dei loro progressi, insinuando che l'azienda abbia di fatto “corsa” per arrivare prima alla soluzione utilizzando un approccio simile.
La disputa sull'accesso ai dati e le divergenze interne
Nel mirino delle critiche è finito il metodo di lavoro. Buckmaster ha affermato che lui e Alpöge avevano depositato le bozze delle loro ricerche su Codex, una piattaforma di OpenAI, sollevando il dubbio che l'azienda potesse aver avuto accesso ai loro dati per addestrare i modelli. Sebbene OpenAI abbia categoricamente negato di aver utilizzato i loro “prompt o prove” per guidare i propri agenti, l'azienda ha ammesso di non poter escludere che dati anonimizzati derivanti dall'utilizzo dei propri prodotti da parte dei due ricercatori possano aver contribuito a migliorare i modelli in generale.
La vicenda si è ulteriormente complicata quando Buckmaster ha rivelato che, durante una riunione, Bubeck gli avrebbe proposto di unire le forze per una pubblicazione congiunta, ma a una condizione: escludere Alpöge dalla lista degli autori, probabilmente a causa della sua affiliazione con Anthropic. Il ricercatore di OpenAI avrebbe inoltre aggiunto, secondo la ricostruzione di Buckmaster: “Why would you ruin your career?”.
Le smentite di OpenAI e il riconoscimento della “concorrenza”
Di fronte alle accuse, OpenAI ha respinto ogni addebito di scorrettezza, ribadendo la propria estraneità alla vicenda. Bubeck ha smentito la richiesta di rimuovere Alpöge, spiegando che la sua intenzione era piuttosto quella di offrire l'accesso al modello interno per aiutare i due matematici a colmare il divario tra le loro scoperte su Eulero e la soluzione completa di Navier-Stokes. Il ricercatore ha anche dichiarato che l'interesse di OpenAI per i problemi del Millennio era nato da voci virali su Twitter riguardanti presunti successi di Anthropic.
In un comunicato ufficiale, l'azienda ha infine riconosciuto che Buckmaster e Alpöge erano in vantaggio sul problema “forzato” delle equazioni di Eulero, ma ha ribadito che le loro prove sono differenti e che non vi è stato alcun accesso illecito ai dati.
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