Meloni nella lista nera dell'Iran: la minaccia di vendetta del quotidiano di Teheran
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Redazione Esteri
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni compare in un fotomontaggio pubblicato dal quotidiano iraniano Hamshahri, dove indossa una tuta carceraria arancione accanto al presidente americano Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu. L'immagine, apparsa poche ore dopo il messaggio della nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei che ha giurato vendetta per la morte del padre Ali, rappresenta una sorta di lista nera che include tredici leader occidentali ritenuti responsabili dell'uccisione dell'ayatollah.
La didascalia che accompagna la foto recita "La vendetta è certa", richiamando esplicitamente le parole pronunciate da Khamenei, il quale ha affermato che esiste "un elenco completo dall'inizio alla fine" di criminali che "porteranno con loro nella tomba il desiderio di una morte tranquilla".
Il messaggio di Mojtaba Khamenei e la lista dei responsabili
All'indomani della conclusione dei funerali del padre Ali Khamenei, ucciso a fine febbraio nei raid di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica, la nuova Guida suprema iraniana ha diffuso un messaggio scritto dai toni durissimi. "Vendicare il sangue innocente di Ali Khamenei è il volere della nostra Nazione e deve assolutamente avere luogo", ha dichiarato Mojtaba Khamenei, che non si è mostrato in pubblico da quando ha assunto la carica a marzo.
Il quotidiano Hamshahri, di proprietà del comune di Teheran e tra i più diffusi del Paese, ha tradotto in immagini quelle parole pubblicando un fotomontaggio che ritrae i presunti responsabili della morte dell'ayatollah. Oltre a Trump, Netanyahu e Meloni, nella lista figurano il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer, insieme a diversi alti funzionari dell'amministrazione statunitense e del governo israeliano.
Il ruolo dell'Italia nelle tensioni tra Stati Uniti e Iran
L'inserimento di Meloni nella rappresentazione del quotidiano iraniano costituisce un segnale ostile verso l'Italia, che ha ripetutamente negato di avere autorizzato operazioni di combattimento contro l'Iran dal territorio nazionale. Palazzo Chigi e il ministro della Difesa Guido Crosetto avevano contestato le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo il quale circa cinquecento voli statunitensi sarebbero decollati dalle basi presenti in Italia per sostenere l'operazione Epic Fury.
Roma ha cercato fin dall'inizio di mantenere una posizione distinta rispetto alla strategia della Casa Bianca, evitando un coinvolgimento diretto nella guerra, ma nella propaganda iraniana il sostegno logistico garantito dagli alleati europei agli Stati Uniti viene rappresentato come parte integrante della campagna contro la Repubblica islamica.
Le reazioni della politica italiana e la risposta di Trump
Immediate le reazioni della politica italiana, con il presidente del Senato Ignazio La Russa che ha espresso "convinta solidarietà" alla premier, definendo l'episodio come "un attacco che colpisce non solo la persona del presidente del Consiglio, ma i valori democratici e le istituzioni che lei rappresenta". Il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno espresso la loro vicinanza, mentre Matteo Salvini ha scritto che "chi attacca Giorgia Meloni attacca tutti noi" e che "l'Italia non si lascia intimidire".
Sul fronte internazionale, Trump ha risposto alla minaccia iraniana con un messaggio su Truth, sostenendo che "mille missili sono pronti al lancio" contro la Repubblica islamica e che altri potrebbero seguirli in caso di attacco al presidente degli Stati Uniti.
Le nuove norme sugli autovelox: i numeri del decreto
Parallelamente alla tensione internazionale, in Italia è entrata in vigore da oggi, domenica 12 luglio, la nuova disciplina sugli autovelox. Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stabilisce le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi per l'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. Alla luce delle nuove regole, risulteranno attivi circa 3.
150 dispositivi che corrispondono ai requisiti richiesti per l'omologazione, mentre per circa 850 apparecchi i produttori dovranno richiedere l'omologazione del prototipo presentando la documentazione integrativa prevista. Il ministro Matteo Salvini ha espresso soddisfazione per il provvedimento, sottolineando che "l'obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini".
L'addio a Peppino di Capri: i funerali nella sua isola
Oggi pomeriggio, alle 17, si terranno i funerali di Peppino di Capri nella chiesa di Santo Stefano, a due passi dalla celebre piazzetta dell'isola. Il cantautore, all'anagrafe Giuseppe Faiella, si è spento ieri all'età di 87 anni dopo una lunga malattia. Il sindaco di Capri Paolo Falco ha proclamato il lutto cittadino, definendo Peppino "uno dei figli più illustri e amati" e "ambasciatore della sua identità, della sua cultura e della sua anima più autentica".
Renato Zero, che ha potuto salutarlo due settimane fa, ha detto: "Sei stato un faro, un porto sicuro dove rifugiarmi ogni volta". Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha annunciato che il cammino per il riconoscimento della canzone napoletana a patrimonio dell'umanità sarà dedicato a Peppino di Capri, "proprio perché di quella canzone è massima espressione".




