Un colono uccide un adolescente palestinese-americano, nuovi raid su Gaza lasciano decine di morti
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Redazione Esteri
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Ramallah. Un ragazzo palestinese di 14 anni, Omar Rabie, è stato ucciso domenica sera da un colono ebreo armato che ha aperto il fuoco contro un gruppo di adolescenti vicino a Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah, in Cisgiordania. La vittima, che aveva cittadinanza sia palestinese sia statunitense, è stata colpita insieme ad altri due minori, rimasti feriti. Secondo quanto riferito, i soldati israeliani, giunti sul posto poco dopo, hanno prelevato uno dei feriti, dichiarato morto in seguito. L’episodio si inserisce in un contesto già teso, mentre la violenza nella regione continua a crescere.
Intanto, a Gaza, i raid israeliani delle ultime ore hanno provocato almeno cinquanta vittime, secondo le autorità sanitarie locali. Nella stessa giornata, una decina di razzi è stata lanciata da Gaza verso Israele, alcuni dei quali intercettati, mentre altri hanno colpito le città di Ashkelon e Ashdod, danneggiando veicoli parcheggiati. Le operazioni militari israeliane si sono concentrate anche su aree civili, tra cui gli immediati dintorni di due ospedali, dove gli attacchi notturni hanno ucciso almeno due persone, tra cui un giornalista locale, e ne hanno ferite altre nove, sei delle quali erano reporter.
Un episodio particolarmente controverso riguarda l’attacco a un’ambulanza, inizialmente negato dalle autorità israeliane ma poi confermato dalle immagini diffuse dal New York Times, che mostrano i mezzi di soccorso chiaramente identificabili e con le luci accese. Testimoni riferiscono che i soccorritori sono stati uccisi a sangue freddo mentre tentavano di prestare aiuto ai feriti, i cui corpi – alcuni con mani e piedi legati e segni di colpi d’arma da fuoco – sono stati poi sepolti in una fossa comune.




