Chiara Colosimo, la foto con il busto di Mussolini finisce nell'inchiesta di Report

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una fotografia del 2015, che ritorna alla luce dopo un decennio, sta sollevando interrogativi di non poco conto, proiettandosi al centro di una nuova inchiesta giornalistica. Nell'immagine, come emerso dalle anticipazioni della trasmissione Report, in onda su RaiTre, compaiono Chiara Colosimo, deputata di Fratelli d'Italia e attuale presidente della Commissione Antimafia, e l'agente dello spettacolo Pamela Perricciolo, nota per essere stata coinvolta nella vicenda del finto matrimonio con Mark Caltagirone. Le due, sorridenti, posano accanto a un busto di Benito Mussolini, accompagnando lo scatto con una didascalia che, definibile come demenziale, recita: “Stiamo lavorando con nonno Benito per creare il nostro angolo di relax”.

Il ritrovamento dello scatto e il contesto

La redazione del programma condotto da Sigfrido Ranucci ha ritrovato e analizzato la foto, la cui esistenza era rimasta confinata in un ambito privato fino a questo momento, inserendola in un più ampio lavoro d'inchiesta che verrà trasmesso. Sebbene l'episodio risalga a un periodo antecedente l'ingresso della Colosimo in Parlamento e alla sua ascesa alla guida di un organismo così delicato, la sua attuale posizione istituzionale conferisce all'immagine un peso politico e simbolico del tutto differente, trasformando un gesto privato in un fatto di rilevanza pubblica. La scelta di divulgare quella posa, per di più corredata da una frase che sembra trattare con leggerezza la figura del dittatore, appare in netta contraddizione con i gravosi compiti di cui la commissione che presiede è investita.

Le reazioni e la posizione dell'interessata

Di fronte alle telecamere di Report, la presidente Colosimo, visibilmente imbarazzata, non ha tentato di negare l'evidenza, ammettendo con una dichiarazione diretta di aver “fatto una stronzata”. Questa presa di responsabilità, per quanto netta, non basta a tacitare le perplessità che naturalmente sorgono, poiché l'episodio tocca il sensibile tema del rapporto con i simboli del ventennio fascista e della loro rappresentazione, specialmente quando a trattarli è chi ricopre incarichi di alto profilo nella lotta alla criminalità organizzata. La presenza di Pamela Perricciolo, a sua volta legata a una storia di cronaca giudiziaria, aggiunge un ulteriore tassello al quadro complessivo che l'inchiesta sembra voler ricostruire.

Le implicazioni per il ruolo istituzionale

La vicenda, al di là delle intenzioni personali di chi, dieci anni fa, ha scattato quella foto, pone l'accento sulla percezione pubblica delle istituzioni e sulla necessaria coerenza che i loro rappresentanti sono chiamati a mostrare. L'Antimafia, per sua stessa natura, è un presidio di legalità i cui componenti vengono osservati con un'attenzione particolare, anche per quanto concerne la loro condotta passata e le loro frequentazioni. L'inchiesta di Report, pertanto, non si limita a riesumare un curioso retaggio del passato, ma solleva una questione di stile e di approccio a un ruolo che, per definizione, dovrebbe essere intransigente nella difesa dei valori democratici.

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