Report e il garante Ghiglia, lo scontro finisce in tv nonostante la diffida
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Redazione Interno
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La trasmissione Report, condotta da Sigfrido Ranucci, ha nuovamente mandato in onda, nonostante una formale diffida giunta poche ore prima della messa in onda, materiale riguardante Agostino Ghiglia, membro del collegio del Garante per la protezione dei dati personali. L'atto, inviato alla Rai nel pomeriggio, intimava di non trasmettere quelle che sono state definite "conversazioni acquisite illecitamente" e appartenenti alla "corrispondenza riservata" del consigliere, il quale, sostenendo la violazione della sua privacy, ha tentato fino all'ultimo di bloccare la puntata.
La reazione del Garante e la visita in via della Scrofa
Il contenuto della trasmissione, che ha dato seguito a precedenti inchieste, si è concentrato su dinamiche che, secondo la ricostruzione di Report, legherebbero l'operato di Ghiglia alla sfera politica. Nello specifico, è stato evidenziato come il garante, alla vigilia dell'irrogazione di una sanzione monetaria al programma, si fosse recato in un edificio di Roma, in via della Scrofa, che ospita la sede di Fratelli d'Italia, partito nel quale ha precedentemente militato. Questa ricostruzione, che poggia su una documentazione filmata e su scambi di email – uno dei quali conterrebbe un riferimento a un incontro con "Arianna" –, delinea un conflitto di interessi che il servizio giornalistico intendeva portare all'attenzione del pubblico.
La messa in onda e lo scontro frontale
Lo scontro, che ormai da tempo oppone Ranucci a Ghiglia, ha conosciuto ieri sera un'ulteriore, significativa escalation. Le scintille della vigilia, alimentate dall'invio della diffida, si sono trasformate in un incendio quando, alle 22:20, la trasmissione è regolarmente iniziata. Il programma ha così mostrato il suo "nuovo attacco", come è stato definito, bypassando del tutto la richiesta di fermarsi avanzata dal consigliere, il quale, attraverso i propri legali, aveva avvertito la Rai delle conseguenze legali. La decisione di procedere con la diffusione ha di fatto reso la diffida un atto senza effetto, trasformando il palinsesto in un campo di battaglia giudiziario e mediatico.
Le conseguenze immediate e il dibattito sulle dimissioni
L'episodio, che ha visto la Rai scegliere di non intervenire per censurare il lavoro della propria testata, ha immediatamente riaperto un dibattito sull'autonomia del servizio pubblico e sui limiti dell'azione di un'Autorità di vigilanza. Dopo la trasmissione, le richieste di dimissioni per Ghiglia, già circolate in passato, hanno ripreso forza, alimentate dalla pubblicazione di quei dettagli che, sebbene lui definisca riservati, la redazione considera invece prova di un comportamento istituzionalmente discutibile. La vicenda, che unisce temi di etica pubblica, privacy e libertà di stampa, si appresta a sviluppare i suoi prossimi capitoli non solo in televisione, ma molto probabilmente anche in un'aula di tribunale.




