Ghiglia diffida Report, Ranucci: "Tenta di mettere un bavaglio"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Agostino Ghiglia, membro del Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha formalmente diffidato la trasmissione Report, in onda su Rai3, chiedendo di bloccare la messa in onda di un servizio che lo riguarda direttamente. La puntata, in programma per la serata del 2 novembre, si propone di ricostruire i dettagli di un incontro avvenuto tra Ghiglia e Arianna Meloni, sorella del Presidente del Consiglio, presso la sede nazionale di Fratelli d’Italia. Quel che accende la contesa, e che costituisce il fulcro dell’inchiesta giornalistica, è la tempistica dell’incontro, avvenuto il giorno prima che il Garante stesso infliggesse a Report una sanzione da centocinquantamila euro per la diffusione dell’audio di una conversazione privata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la giornalista Rai Federica Corsini.

La reazione della redazione

Sigfrido Ranucci, conduttore e volto storico del programma, ha replicato alle iniziative legali attraverso le colonne di un noto quotidiano, definendo l’atto di Ghiglia come un palese “tentativo di mettere un bavaglio” all’informazione. “Quello che tenta di fare è interruzione di servizio pubblico”, ha affermato Ranucci, sottolineando come la diffida rappresenti un’iniziativa senza precedenti, tesa a impedire la diffusione di un lavoro giornalistico già completato e in procinto di essere trasmesso dal servizio pubblico radiotelevisivo. La redazione, stando alle sue parole, non intende arretrare di un millimetro, considerando la vicenda una questione di principio che attiene alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini a essere informati su fatti di rilevante interesse pubblico.

Il contesto della sanzione

La pesante multa comminata a Report dal collegio del Garante, di cui lo stesso Ghiglia fa parte, trova la sua origine nella pubblicazione dell’audio della telefonata tra Sangiuliano e la Corsini, un caso che aveva già sollevato numerose polemiche e acceso un dibattito sui confini tra il diritto di cronaca e la tutela della vita privata. La trasmissione, da sempre specializzata in inchieste scomode, aveva giustificato l’operazione con la necessità di far luce su dinamiche considerate di pubblico dominio, una giustificazione che l’autorità di controllo non ha ritenuto sufficiente a scongiurare la violazione della normativa sulla privacy. La nuova inchiesta, quella che Ghiglia tenta oggi di oscurare, si inserisce proprio in questo solco, cercando di approfondire le circostanze che hanno portato all’irrogazione di quella sanzione.

Le ripercussioni politiche

La vicenda, com’è prevedibile, ha immediatamente varcato i confini della redazione per approdare nell’agone politico, dove le opposizioni hanno colto l’occasione per chiedere con forza le dimissioni di Agostino Ghiglia dall’incarico di garante. L’ipotesi di un conflitto di interessi, data la prossimità dell’incontro con un esponente della maggioranza di governo alla vigilia di una decisione che colpiva un programma noto per le sue indagini critiche, appare al centro delle loro argomentazioni. La situazione crea imbarazzo non solo per l’istituzione di garanzia, ma anche per la Rai, chiamata a gestire una spinosa controversia interna mentre cerca di mantenere la sua imparzialità e la sua missione di servizio pubblico di fronte a una pressione che arriva da un’autorità dello Stato.

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