Fedralog sospende il fermo dei tir in Calabria dopo sei giorni
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Redazione Interno
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Fedralog ha sospeso il fermo degli autotrasportatori in Calabria dopo sei giorni di protesta, consentendo la ripresa delle attività delle imprese aderenti alla mobilitazione. La decisione è stata annunciata nella serata del 21 ottobre dalla Federazione regionale della logistica, che aveva proclamato l'astensione dal servizio. Lo stop arriva dopo una serie di presidi organizzati nei principali snodi stradali della regione e dopo il confronto tra i rappresentanti del settore e le istituzioni.
La decisione di Fedralog dopo il confronto a Lamezia Terme
La svolta è maturata durante una riunione al presidio di Lamezia Terme, dove circa duecento autotrasportatori si sono confrontati sulle sorti della mobilitazione. La federazione ha definito la scelta sofferta ma meditata, spiegando di aver agito con senso di responsabilità verso cittadini, imprese e collettività, oltre che per la tutela della sicurezza nazionale. Nella nota diffusa dall'organizzazione viene espressa la volontà di concedere fiducia al governo e al ministero competente, pur senza considerare risolte le difficoltà economiche denunciate dagli operatori del trasporto merci.
Soltanto il giorno precedente, la posizione dei manifestanti era stata differente. Mario Pansini, referente regionale dell'organizzazione, aveva annunciato la prosecuzione dell'astensione fino al 27 ottobre, data fissata per un confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Alla base della decisione iniziale c'era l'insoddisfazione per l'esito dell'incontro istituzionale tenuto nella Prefettura di Milano, durante il quale non erano stati individuati, a giudizio dei rappresentanti calabresi, impegni sufficientemente nuovi per affrontare le richieste della categoria.
Le richieste degli autotrasportatori e le risorse del governo
Il nodo economico riguarda soprattutto i costi sostenuti dalle aziende di trasporto. Carburante, personale, assicurazioni, manutenzioni, rate dei mezzi e spese di gestione pesano sui bilanci delle imprese, mentre le tariffe applicate ai servizi non sempre consentono di coprire le uscite. Già nella proclamazione del fermo, previsto inizialmente dal 16 al 20 ottobre, la federazione aveva denunciato problemi di liquidità e difficoltà nel mantenere l'equilibrio finanziario delle attività. L'organizzazione aveva inoltre indicato la necessità di garantire i servizi essenziali e rispettare le disposizioni delle autorità durante le manifestazioni.
Nel confronto con l'esecutivo è stato annunciato lo sblocco di circa un miliardo di euro destinato all'autotrasporto, comprendente in larga parte finanziamenti promessi in precedenza ma non ancora erogati. Tra le misure discusse figurano anche ulteriori 60 milioni relativi alle mensilità di settembre e ottobre. Pansini aveva contestato l'adeguatezza di queste somme, sostenendo che non sarebbero state sufficienti a compensare il costo del gasolio. Le risorse già stanziate nel 2025, inoltre, erano state indicate come importi attesi da mesi dalle imprese del comparto.
Il vertice a Palazzo Chigi e gli interventi sui rifornimenti
La protesta ha provocato difficoltà nella circolazione delle merci, con ripercussioni sulla distribuzione alimentare e sugli approvvigionamenti delle aziende. In diversi supermercati sono stati segnalati problemi nel reperimento dei prodotti freschi, mentre alcune attività produttive hanno incontrato ostacoli nella ricezione delle materie prime. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto una riunione a Palazzo Chigi dedicata ai blocchi stradali e alle conseguenze delle manifestazioni. Al vertice è intervenuto anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha riferito dei contatti con i prefetti dei territori interessati.
Il Viminale ha attivato interventi per decongestionare la viabilità e garantire la distribuzione dei beni essenziali. Le iniziative hanno riguardato in particolare i generi alimentari e la consegna dei farmaci, con l'obiettivo di assicurare la continuità dei rifornimenti nelle aree interessate dai presidi. Sul piano associativo, Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, ha chiesto di interrompere i blocchi dei camion e tornare al confronto istituzionale nel rispetto delle regole. La sua posizione ha evidenziato una differenza di orientamento tra le grandi rappresentanze del settore e le organizzazioni territoriali che avevano sostenuto le forme di protesta più incisive.
Per il 22 ottobre è stato convocato un Consiglio dei ministri dedicato agli interventi per autotrasporto e agricoltura. Sul versante regionale, il presidente Roberto Occhiuto e l'assessore Montuoro hanno annunciato una piattaforma di misure da presentare entro la fine del mese. Gli autotrasportatori hanno inoltre prospettato una mobilitazione a Roma qualora il confronto ministeriale non produca risposte concrete alle richieste economiche della categoria.
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