Trump sospende i dazi per 90 giorni, ma la Cina resta fuori dall’accordo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La decisione, annunciata ieri dalla Casa Bianca, segna una tregua temporanea nella guerra commerciale che da mesi oppone gli Stati Uniti a diversi partner economici. Donald Trump ha infatti congelato per novanta giorni i dazi imposti su una vasta gamma di prodotti, a patto che i Paesi interessati accettino di avviare trattative per un accordo. L’Unione Europea, che aveva minacciato contromisure, ha risposto con analoga sospensione, evitando – almeno per ora – un’escalation che avrebbe ulteriormente destabilizzato i mercati.

Ma se la mossa appare come una parziale retromarcia, c’è un’eccezione che conferma la linea dura dell’amministrazione americana: la Cina. Pechino, infatti, resta esclusa dalla misura e continuerà a subire dazi complessivi del 145%, un livello che, come sottolineano gli analisti, rischia di rendere quasi impossibile per molte aziende cinesi operare negli Stati Uniti. Alcune piattaforme di e-commerce avrebbero già annunciato aumenti dei prezzi fino al 70%, mentre altre valutano l’abbandono del mercato americano.

La scelta di Trump, secondo l’esperto di politica internazionale Stefano Graziosi, riflette una strategia precisa: «Isolare Pechino per ottenere concessioni maggiori, mentre si alleggerisce la pressione sugli altri fronti». Una lettura che trova conferma nelle dichiarazioni della Casa Bianca, secondo cui l’obiettivo rimane «riportare equità negli scambi», ma con un approccio differenziato.

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