Croazia, notte di vergogna a Fiume: Inghilterra ne fa sette, Modric si sfoga
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Redazione Sport
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La peggiore sconfitta nella storia della Nazionale croata è arrivata sabato sera a Fiume, dove l'Inghilterra ha travolto i padroni di casa con un clamoroso 7-0. Una disfatta che pesa come un macigno non solo per il punteggio, ma per l'atteggiamento di una squadra che non è mai sembrata in partita. A rendere il quadro ancora più amaro ci ha pensato Luka Modric, capitano e simbolo di questa Croazia, che davanti ai microfoni non ha cercato attenuanti: «È la prima volta che mi vergogno dopo una partita».
L'incontro, valido per la Nations League, si è messo subito in discesa per gli uomini di Thomas Tuchel, che già nel primo tempo hanno chiuso la pratica sul 4-0. Harry Kane ha aperto le danze all'ottavo minuto, poi Jude Bellingham, Anthony Gordon e Bukayo Saka hanno completato il poker prima dell'intervallo. Nella ripresa Kane e Saka hanno firmato le rispettive doppiette, mentre Morgan Rogers ha chiuso i conti nel finale. Una partita a senso unico, con la Croazia mai in grado di reagire e un portiere come Livakovic lasciato solo davanti all'uragano inglese.
Le parole di Modric: «Non c'è stata aggressività, non c'è stato spirito di squadra»
Il centrocampista del Milan, che ha lasciato il campo al 57esimo minuto, ha provato a spiegare l'inspiegabile: «È difficile trovare una spiegazione per una prestazione come la nostra. Non c'è stata aggressività, non c'è stato spirito di squadra. Devo dire che sono qui da 20 anni, ma è la prima volta che provo vergogna dopo una partita». Parole dure, pronunciate con il peso di una responsabilità che Modric non ha voluto scaricare su nessun altro. «Si può perdere, non è un problema, in questo momento loro sono più forti. Ma perdere in questo modo e gettare via così la reputazione che abbiamo costruito con tanta fatica in tutti questi anni, questo è inaccettabile».
Il capitano croato ha poi aggiunto un dettaglio che la dice lunga sullo smarrimento collettivo: «Sembrava che giocassimo con quattro o cinque giocatori in meno. È stata davvero una serata catastrofica». Un'analisi che non lascia spazio a scuse, nemmeno quelle legate alle assenze, perché come ha precisato lo stesso Modric, «anche con due uomini in meno non si può giocare così».
Bilic resta al suo posto nonostante il disastro
Nonostante il risultato più pesante mai incassato dalla Croazia, il ct Slaven Bilic non è stato esonerato. Il presidente della federazione croata, Marijan Kustic, è sceso negli spogliatoi dopo la partita per parlare con giocatori e staff, definendo inaccettabile l'atteggiamento mostrato contro l'Inghilterra, ma ha poi confermato la propria fiducia all'allenatore. Una decisione che ha lasciato di stucco molti tifosi, soprattutto considerando che si tratta della seconda sconfitta pesante in pochi giorni, dopo il 4-1 subito dalla Spagna.
Bilic, dal canto suo, ha parlato di «una notte difficile», scusandosi con i tifosi e con i bambini presenti sugli spalti del Rujevica. Il ct ha provato a inquadrare la sconfitta in un percorso più ampio: «Dobbiamo trovare le ragioni di quanto è accaduto. Realisticamente, non credo che l'Inghilterra avrebbe battuto l'Estonia 7-0. Per la Croazia questo è inaccettabile». Parole che suonano come un'ammissione di impotenza davanti a un crollo che nessuno, nemmeno il più pessimista dei tifosi, aveva messo in preventivo.
La Croazia tornerà in campo martedì contro la Spagna a Spalato, in un match che assume i contorni di una prova di carattere prima ancora che di classifica. Modric ha lanciato un appello ai tifosi: «Spero che a Spalato saranno al nostro fianco, che ci sosterranno e ci trascineranno. L'unica cosa che possiamo fare è chiedere scusa». Parole di un capitano che, a 41 anni, si trova a gestire la pagina più buia della storia recente della sua nazionale.
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