Papa Francesco, prima notte in Vaticano dopo il ricovero
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Redazione Interno
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Dopo trentotto giorni al Policlinico Gemelli, dove era stato ricoverato per una polmonite bilaterale, Papa Francesco ha fatto ritorno in Vaticano, trascorrendo una notte tranquilla a Casa Santa Marta. La sua convalescenza, definita "protetta", richiederà almeno due mesi di riposo, come prescritto dai medici, con terapie che includono ossigenoterapia e fisioterapia respiratoria. Nonostante le limitazioni, già nel primo pomeriggio di domenica ha potuto riprendere possesso dei suoi spazi abituali, tra cui la suite 201, cuore della sua residenza vaticana.
Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha commentato positivamente il breve passaggio del Pontefice alla basilica di Santa Maria Maggiore durante il rientro, interpretandolo come un segnale di ripresa: "Vuol dire che sta bene". Un’osservazione che, seppur cauta, sembra riflettere il sollievo di quanti hanno seguito con preoccupazione le sue condizioni.
Tra i gesti che hanno caratterizzato il periodo di ricovero, spicca quello di Carmela Vittoria Mancuso, 79 anni, fedele devota che ogni giorno ha portato fiori gialli al Gemelli. Un simbolo di vicinanza, forse, o semplicemente un atto di affetto spontaneo verso un Papa che ha sempre privilegiato la semplicità. La sua storia, come quella di molti altri che hanno manifestato sostegno, rimane sullo sfondo di un percorso di guarigione che procede senza intoppi, ma con la prudenza necessaria dopo una patologia che ne ha messo alla prova la resistenza fisica.




