Occupazione al liceo Virgilio di Roma, la preside divide gli studenti
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Redazione Interno
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L'occupazione del liceo ginnasio Virgilio, storico istituto nel cuore della Capitale, ha diviso profondamente gli studenti e il corpo docente. Da una parte, circa 350 studenti hanno deciso di occupare l'edificio di via Giulia nella notte tra giovedì e venerdì, con l'intento di disegnare il profilo della scuola che desiderano. Dall'altra, la preside Isabella Palagi, allertata dall'allarme scattato durante l'intrusione, ha denunciato l'accaduto alle autorità competenti, definendo l'occupazione un atto escludente che non favorisce il dialogo.
La situazione è ulteriormente degenerata quando la preside ha organizzato una protesta silenziosa in piazza Santi Apostoli, invitando tutti coloro che si oppongono all'occupazione a partecipare. Questo gesto ha spaccato ulteriormente il liceo: genitori e professori si sono schierati in piazza a sostegno della preside, mentre altri genitori, all'interno del cortile occupato, hanno manifestato il loro appoggio ai figli.
La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti anche in altri istituti scolastici. La preside del liceo Montessori, Anna Maria De Luca, ha riferito che l'occupazione del suo istituto è stata tentata da persone esterne alla scuola, sottolineando che i suoi studenti sono contrari a tali azioni. Anche in questo caso, l'episodio è stato segnalato alla polizia.
L'occupazione del liceo Virgilio non è un evento isolato: già nel 2019 l'istituto era stato teatro di simili proteste. Tuttavia, la recente occupazione ha riacceso il dibattito sul diritto allo studio e sul valore della scuola pubblica.




