L'avanzamento del progetto del ponte sullo Stretto di Messina
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Redazione Interno
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L'avanzamento del progetto del ponte sullo Stretto di Messina il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ha raggiunto una nuova fase con la pubblicazione dell'avviso di avvio del procedimento per l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità. L'avviso è stato pubblicato sui quotidiani nazionali e territoriali di Sicilia e Calabria, sui siti internet istituzionali della Regione Calabria, della Regione Siciliana, della Stretto di Messina e affisso agli Albi Pretori dei comuni interessati dalla realizzazione dell'intervento.
Le proprietà interessate
A Villa San Giovanni, approdo sulla sponda calabrese del Ponte sullo Stretto di Messina, alcuni dei terreni da espropriare per l’opera fanno capo a un trust inglese. Sul lato siciliano, a Villafranca Tirrena e Saponara, sono intestati a una azienda con sede a Bergamo. Ricostruendo le visure camerali si risale alla Heidelberg Materials, ossia alle ex Italcementi e Calcestruzzi. A Messina ci sono pezzi che saranno espropriati ora di proprietà di Eni Sustainable Mobility, oggi Enilive, la società del colosso energetico pubblico dedicata alla bioraffinazione, alla produzione di biometano e alla mobilità verde.
Le critiche al progetto
Palmira Mancuso, Coordinatrice Regionale di Più Europa, ha espresso profonda preoccupazione riguardo alla crescente propaganda riguardante il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Mancuso afferma categoricamente: “Mentono sapendo di mentire. Oggi la propaganda sul Ponte è salita di livello. Più denaro da drenare per la pubblicazione dell’avviso e poter gridare “al via gli espropri” come se fossero partiti.
La protesta dei cittadini
C'è la lista degli espropri per il Ponte sullo Stretto: 450 case da demolire. Monta la protesta (di A. Pira). La notizia ha suscitato reazioni di protesta tra i cittadini, in particolare a Villa San Giovanni, dove si prevede la demolizione di 450 case per far posto al ponte.




