La carrozzeria e le corse d'auto, chi è Matteo Fogliato arrestato dopo lo schianto con Samuele Ripa
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Redazione Interno
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È Matteo Fogliato, 31 anni, residente a Trofarello, l’uomo finito in manette con l’accusa di omicidio stradale in seguito al tremendo impatto che nella notte tra mercoledì e giovedì ha spezzato la vita al giovane arbitro Samuele Ripa, 22 anni, originario di Nole Canavese. Titolare di una carrozzeria e noto nell’ambiente per la passione verso le competizioni automobilistiche, l’indagato è stato rintracciato e fermato dai carabinieri subito dopo il sinistro avvenuto lungo la strada Fontaneto, nel territorio di Chieri.
Gli accertamenti immediati hanno evidenziato un tasso alcolemico ben oltre i limiti consentiti dalla legge, un riscontro che ha portato alla sua immediata custodia cautelare e che rappresenta il nodo centrale dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica.
Il tragico epilogo di una serata di sport
La serata si era svolta all’insegna del calcio e del sano divertimento per Samuele Ripa, arbitro di Eccellenza per la Sezione AIA di Collegno, che aveva appena finito di dirigere alcune partite del torneo di calcio a 7 To Cup di Chieri. Sceso in campo per applicare il regolamento con la consueta passione che gli riconoscevano i colleghi, il giovane fischietto aveva ripreso la sua auto per fare ritorno a casa, ignaro dell’impatto mortale che lo attendeva a pochi chilometri di distanza, poco oltre il campo sportivo San Giacomo.
L’urto, di eccezionale violenza, non gli ha lasciato scampo, decretando un epilogo che ha gettato nello sconforto l’intero movimento arbitrale italiano, dalla sezione locale fino al Comitato Nazionale dell’AIA, che ha già fatto pervenire alla famiglia un messaggio di profondo cordoglio.
L’inchiesta e le responsabilità
Le indagini condotte dai militari dell’Arma si stanno ora concentrando sulla ricostruzione esatta della dinamica, sebbene la posizione di Matteo Fogliato appaia già gravemente compromessa dalla positività all’alcol test effettuato dopo il fermo. Secondo le prime ricostruzioni, il trentenne, che viaggiava in compagnia di tre amici di ritorno da una festa di compleanno, avrebbe perso il controllo del proprio veicolo finendo per travolgere l’auto del giovane arbitro, in un impatto che non ha lasciato scampo alla vittima.
Gli inquirenti stanno ora vagliando le dichiarazioni dei testimoni e acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, per chiarire eventuali concause e stabilire con certezza le responsabilità penali, mentre per Fogliato si prospetta un processo con l’aggravante della guida in stato di ebbrezza.
Il dolore di una famiglia distrutta
Il dramma vissuto dalla famiglia Ripa è raccontato senza filtri dalle parole del padre Orlando, che in un impeto di dolore e rabbia ha faticosamente commentato l’accaduto, manifestando tutta la sua amarezza per una perdita che definisce irreparabile. «Quelli che hanno ammazzato mio figlio è meglio se non me li trovo davanti», ha dichiarato il genitore, lasciando intendere lo stato di prostrazione in cui versa la famiglia dopo la notizia della morte del ragazzo.
L’uomo si è poi interrogato sulla durata della detenzione per l’indagato, chiedendosi con sconforto se un giorno, un mese o un anno di carcere potranno mai restituire la vita a Samuele, una domanda retorica che racchiude tutto il senso di impotenza di fronte a una scomparsa tanto assurda quanto evitabile, consumatasi per l’irresponsabilità di chi ha scelto di mettersi al volante dopo aver bevuto.




