Notte di tragedia a Chieri, l'arbitro Samuele Ripa ucciso da un ubriaco alla guida
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Doveva essere una notte come tante altre per Samuele Ripa, un ragazzo di 22 anni di Nole Canavese, arbitro di Eccellenza per la sezione AIA di Collegno, che aveva appena concluso la sua attività sul campo sportivo San Giacomo dirigendo alcune partite del torneo di calcio a 7 To Cup. E invece, il viaggio di rientro verso casa si è trasformato in un incubo senza ritorno quando, poco dopo la mezzanotte tra mercoledì e giovedì, la sua auto è stata centrata in pieno da un'altra vettura in strada Fontaneto, all'altezza del centro sportivo.
L'impatto, violento e frontale, ha lasciato ben poche speranze ai sanitari del 118 accorsi sul posto, che hanno tentato per lungo tempo di rianimare il giovane con manovre disperate, proseguite anche durante il trasporto d'urgenza in ambulanza fino al nosocomio di Chieri, dove purtroppo il cuore del ragazzo ha smesso di battere poco dopo il suo arrivo.
Il dramma dell'incidente
A provocare lo schianto, secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri intervenuti per i rilievi, sarebbe stato il conducente dell'altro veicolo, un uomo di 30 anni che viaggiava con altri quattro ragazzi a bordo, probabilmente di ritorno da una serata trascorsa in un locale. L'auto guidata dal trentenne, una Mercedes, avrebbe invaso la corsia opposta proprio nel momento in cui sopraggiungeva Samuele, centrandolo in pieno in uno scontro frontale che non gli ha lasciato scampo.
Le condizioni dei quattro passeggeri che erano con lui, invece, sono risultate meno gravi: trasportati in ospedale con ferite definite lievi, seppur sotto choc per quanto accaduto, hanno riportato soltanto dei codici verdi. Sottoposto ai test alcolemici di rito, il 30enne è risultato positivo, con un tasso di alcool nel sangue di poco inferiore a 1 grammo per litro, quasi il doppio rispetto al limite consentito dalla legge fissato a 0,5 g/l, circostanza che ha portato al suo immediato arresto con l'accusa di omicidio stradale.
Il dolore della famiglia e dell'AIA
La notizia della scomparsa di Samuele ha gettato nello sconforto l'intera comunità sportiva e, in particolare, l'Associazione Italiana Arbitri, che attraverso il suo Comitato Nazionale ha espresso profondo cordoglio alla famiglia del ragazzo, un giovane molto noto e stimato nel Canavese non solo per la sua passione per il calcio ma anche per il suo impegno come volontario presso la Pro loco di Nole, dove aveva da poco contribuito all'organizzazione della Fiera di San Vito. La sezione AIA di Collegno, alla quale Samuele era iscritto, lo ha ricordato con affetto definendolo un ragazzo che ha dedicato passione e impegno all'associazione, stringendosi attorno ai suoi cari in questo momento di incommensurabile dolore. A spezzare il silenzio, con la voce rotta dalla disperazione, è stato anche il padre Orlando, che in un drammatico sfogo ha manifestato tutta la sua rabbia e il suo sconforto di fronte a una perdita che considera senza senso e destinata a restare un'ingiustizia, qualunque possa essere l'entità della pena che verrà inflitta a chi ha causato la morte del figlio.
L'ombra dell'omicidio stradale
L'arresto del 30enne per omicidio stradale, un reato che negli ultimi anni ha assunto una rilevanza sempre più centrale nel dibattito sulla sicurezza delle strade italiane, apre ora la fase giudiziaria che dovrà fare piena luce sulla dinamica dell'incidente e, soprattutto, sulla precisa misura della responsabilità del conducente, la cui posizione è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria.
Gli inquirenti, dopo aver eseguito i rilievi planimetrici e aver ascoltato i testimoni, dovranno ricostruire con esattezza i momenti che hanno preceduto il fatale schianto, valutando anche le eventuali condizioni della strada e la velocità dei due mezzi, per accertare se l'invasione della corsia sia stata l'unica causa del sinistro o se vi siano altri fattori da considerare.
Nel frattempo, la salma di Samuele Ripa è stata restituita alla famiglia per i funerali, che si terranno nei prossimi giorni, mentre il dolore per una giovane vita spezzata così prematuramente si mescola all'amarezza per la leggerezza di chi, mettendosi al volante in stato di ebbrezza, ha distrutto per sempre l'esistenza di un ragazzo e di chi gli voleva bene.




