Manoeuvre 2026, la flat tax per i super-ricchi sale a 300mila euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo, nell'ambito della Legge di Bilancio per il 2026, ha deciso di innalzare ulteriormente il prezzo per attrarre in Italia i contribuenti con patrimoni ingenti, confermando una tendenza che mira a bilanciare la competitività fiscale con le esigenze di gettito. L'imposta sostitutiva sui redditi esteri, il cosiddetto "premio" per chi sceglie di trasferire la propria residenza fiscale nel paese, subirà un incremento del cinquanta percento, passando dagli attuali 200.000 a 300.000 euro. Una mossa che, se da un lato rende l'offerta italiana meno appetibile sul piano puramente economico, dall'altro testimonia la volontà di capitalizzare su un flusso, seppur limitato, di grandi ricchezze, senza peraltro intervenire su quelle criticità che ne hanno finora limitato l'efficacia. L'operazione, che si inserisce in un contesto di manovra complessiva da diciotto miliardi, non rappresenta una novità assoluta ma piuttosto la continuazione di una strategia avviata in precedenza, quando la stessa aliquota forfettaria era già raddoppiata.

Un aumento che coinvolge l'intero nucleo familiare

Oltre all'aumento principale, che grava esclusivamente sul soggetto che effettua il trasferimento, la bozza di manovra prevede un significativo inasprimento anche per i componenti della famiglia. La tassa sostitutiva applicabile a ciascun familiare, infatti, verrà portata da 25.000 a 50.000 euro, raddoppiando l'onere complessivo per un intero nucleo. Questo dettaglio, non secondario, contribuisce a delineare un quadro in cui il beneficio fiscale, sebbene ancora esistente, perde progressivamente il suo carattere di forte incentivo, trasformandosi in una scelta più ponderata e costosa. Si tratta, in definitiva, di una stangata che colpisce in modo proporzionale sia il capofamiglia che i suoi congiunti, i quali devono anch'essi versare una somma non indifferente per usufruire del medesimo regime agevolato.

Il vuoto sugli investimenti rimane una questione irrisolta

Nonostante l'attenzione riposta sull'adeguamento delle tariffe, la manovra in corso di definizione sembra trascurare completamente un aspetto cruciale, più volte segnalato dagli operatori del settore: la mancanza di una disciplina chiara in materia di investimenti. Il regime, così com'è concepito, non vincola infatti i contribuenti a impiegare il proprio capitale nel territorio nazionale, lasciando che una parte considerevole di esso possa rimanere delocalizzata senza che ne derivino benefici diretti per l'economia italiana. Una lacuna normativa che, stando alle prime bozze circolate, non verrà colmata con questa finanziaria, privando così la misura di quel potenziale moltiplicatore che potrebbe giustificare un trattamento fiscale di così grande favore, persino dopo l'aumento.

Il contesto più ampio della manovra fiscale

Questa modifica alla flat tax per i facoltosi si colloca all'interno di un disegno più articolato, che tocca anche altre voci sensibili, dagli affitti brevi al sistema pensionistico. Proprio su quest'ultimo fronte, la bozza di legge di Bilancio introduce una rimodulazione degli adeguamenti dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, rendendoli più graduali a partire dal 2027. Un intervento che, se da un lato alleggerisce il percorso verso il pensionamento per alcuni, dall'altro riflette la difficoltà di trovare un equilibrio stabile tra sostenibilità del sistema e diritti acquisiti dai lavoratori, in un panorama economico ancora incerto.

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