Massolo sullo stato di Palestina: "Sì, ma non subito". Il governo italiano frena, Schlein attacca: "Ipocrisia"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Giampiero Massolo, presidente del comitato organizzatore del G7, ha espresso cautela sul riconoscimento immediato dello stato di Palestina, posizione che riflette quella ufficiale dell’esecutivo. "L’Italia è favorevole, ma il momento non è questo", ha dichiarato, sottolineando come la priorità debba essere una soluzione negoziata. Le sue parole arrivano mentre diversi paesi, dalla Francia al Regno Unito, passando per Canada e Australia, stanno valutando di compiere quel passo, spingendo il dibattito internazionale verso una svolta che Roma, però, non sembra intenzionata a seguire.
A ribadire la linea del governo è intervenuto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, durante il question time alla Camera. "Un riconoscimento prematuro, in assenza di uno stato palestinese effettivo, rischierebbe di essere controproducente", ha affermato, citando le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni. Secondo Ciriani, la priorità è garantire condizioni minime di stabilità, evitando gesti unilaterali che potrebbero complicare ulteriormente il quadro.
Ma è stata Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, a lanciare l’attacco più duro. "Parlate di prematurità mentre Gaza viene rasa al suolo? È insopportabile questa ipocrisia", ha denunciato, ricordando come il Parlamento italiano si fosse impegnato già nel 2015 sul riconoscimento dello stato palestinese. "Fingete di non vedere che quello stato, occupato illegalmente, sta scomparendo sotto i bombardamenti. Se non ora, quando?". Le sue parole hanno riecheggiato nell’aula, riaccendendo lo scontro tra maggioranza e opposizione su un tema che divide non solo l’Italia, ma l’intera Europa




