Brunello Cucinelli, movimenti speculativi e l'attesa per i ricavi
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Redazione Economia
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Mentre gli hedge funds continuano a posizionarsi, con manovre sempre più articolate, sul titolo Brunello Cucinelli, la casa di moda ha deciso di anticipare di oltre due settimane la comunicazione dei ricavi preliminari, un segnale che molti interpretano come una mossa tesa a placare le acque in un momento di notevole volatilità.
Le posizioni short sulla società
Secondo gli ultimi aggiornamenti CONSOB, che fotografano le posizioni nette corte rilevanti, sono almeno cinque gli attori finanziari che scommettono su un calo del valore dell’azienda, avendo superato la soglia dello 0,5% del capitale sociale. Tra questi, AQR Capital Management ha incrementato la propria esposizione short, portandola allo 0,81%, mentre Helikon Long Short Equity Fund Master ICAV ha aperto una nuova posizione, attestandosi allo 0,61%; a loro si affiancano, con percentuali simili, JP Morgan Asset Management UK Limited, Kintbury Capital e Pertento Partners.
L'anticipo della pubblicazione dei dati
L’anticipo del consiglio di amministrazione, inizialmente convocato per il 16 ottobre e ora fissato al primo ottobre, è finalizzato all’approvazione dei dati sui ricavi relativi al periodo chiuso il 30 settembre, a cui farà immediatamente seguito una conference call con analisti e investitori istituzionali. Questa accelerazione, che modifica il calendario precedentemente comunicato, giunge in un contesto di attenzione quasi spasmodica da parte del mercato. Non a caso, l’annuncio ha preceduto di poco un cambio di valutazione da parte di Bernstein, che ha elevato la raccomandazione sul titolo a “Outperform” con un target price di 119 euro.
Le accuse di Morpheus Research e la volatilità
Le pressioni al ribasso hanno trovato un potente catalizzatore nel report di Morpheus Research, il quale, pur senza scendere in dettagli espliciti, ha sollevato serie questioni di natura etico-operativa, concentrandosi in particolare sulle vendite in Russia – che avrebbero aggirato il regime sanzionatorio – e su una presunta politica di sconti aggressivi. Quelle accuse, peraltro mai confermate ufficialmente, hanno innescato un vero e proprio tonfo del titolo, che nella scorsa settimana ha perso complessivamente il 17%, prima di un parziale rimbalzo del 9% registrato nella seduta di lunedì 29 settembre.
Il banco di prova per i mercati
Ora l’appuntamento con i ricavi dei primi nove mesi dell’anno, che la società ha scelto di rendere noti con largo anticipo rispetto al previsto, rappresenta un banco di prova cruciale per l’intera piazza finanziaria. L’esito di quella riunione, che si terrà mercoledì primo ottobre, e i dati che ne scaturiranno potranno offrire elementi più solidi per valutare la solidità del modello di business del brand, la cui quotazione è divenuta il terreno di uno scontro fra chi vede un’opportunità di crescita e chi, al contrario, continua a puntare su un suo prossimo indebolimento.




