Governo impugna la moratoria sulle rinnovabili in Sardegna
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Redazione Interno
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Il governo italiano ha deciso di impugnare la moratoria di 18 mesi sulle energie rinnovabili approvata dalla Regione Sardegna. La moratoria, voluta dalla governatrice Alessandra Todde, prevede la sospensione di nuovi progetti legati alla produzione e accumulo di energia rinnovabile sull'isola.
Il conflitto tra Cagliari e Roma
La decisione della giunta regionale sarda ha sorpreso molti, poiché contraddice il luogo comune secondo cui le fonti rinnovabili siano sostenute dalla sinistra e avversate dalla destra. In questo caso, la governatrice dem Alessandra Todde ha varato la moratoria, mentre l'esecutivo nazionale, guidato da Fratelli d'Italia, ha deciso di impugnarla.
Le motivazioni del governo
Secondo il governo centrale, la normativa regionale eccede le competenze attribuite alla Sardegna dallo Statuto Autonomo, entrando in conflitto con le leggi nazionali ed europee e violando articoli della Costituzione italiana. Per questo motivo, il governo ha deciso di ricorrere alla Corte costituzionale.
La mobilitazione locale
Nel frattempo, a Maracalagonis, un comune sardo, si è avviata una raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare "Pratobello '24". Questa iniziativa mira a contrastare l'insediamento di impianti fotovoltaici industriali a terra e eolici terrestri, tutelando e valorizzando il territorio sardo.
La vicenda rappresenta un importante punto di confronto tra le autorità locali e il governo centrale, mettendo in luce le diverse visioni sullo sviluppo delle energie rinnovabili e la tutela del territorio. La decisione della Corte costituzionale sarà determinante per il futuro dei progetti energetici in Sardegna.




