Protesta contro le rinnovabili in Sardegna: esposto in Procura a Cagliari
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Redazione Interno
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La protesta contro l'espansione delle energie rinnovabili in Sardegna ha preso una svolta legale. I comitati locali, contrari alla speculazione energetica, hanno presentato un esposto alla Procura di Cagliari. L'accusa riguarda potenziali conflitti di interesse, presunta presenza di mafie o criminalità organizzata e uso improprio di fondi regionali ed europei nelle autorizzazioni e nella gestione dei parchi per le energie rinnovabili.
La Legge Pratobello 2024
Uno dei principali strumenti di questa protesta è la Legge Pratobello 2024, promossa simbolicamente dal sindaco di Orgosolo. La legge mira a contrastare l'invasione delle pale eoliche e degli impianti fotovoltaici sull'isola. Nello Cappai, sindaco di Guamaggiore e ex consigliere regionale, è uno dei firmatari della legge. Cappai ha espresso la sua indignazione e preoccupazione per quella che definisce una "brutale speculazione energetica" che minaccia il futuro della Sardegna e dei suoi abitanti.
Mobilitazione dei comuni
La mobilitazione contro la speculazione energetica ha coinvolto numerosi comuni sardi. A Calangianus, il sindaco ha invitato la popolazione a firmare per il referendum popolare e la proposta di legge di iniziativa popolare. Anche a Porto Torres, l'affluenza è stata alta fin dalle prime ore di apertura dell'ufficio elettorale, con cittadini in fila per sottoscrivere il proprio consenso contro l'espansione delle energie rinnovabili.
Obiettivi della protesta
I promotori della Legge Pratobello 2024 e i comitati locali mirano a rivendicare la competenza primaria della Regione Sardegna in materia di energie rinnovabili. La loro battaglia è contro quella che percepiscono come un'invasione esterna che sfrutta le risorse dell'isola senza considerare gli interessi e il benessere della popolazione locale.




