Sardegna, Nuove Norme per le Aree Idonee alle Rinnovabili
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Redazione Interno
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La recente approvazione della legge regionale del 4 dicembre 2024, denominata "Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile", ha suscitato un acceso dibattito in Sardegna. La normativa, che limita all'1% del territorio regionale lo spazio destinato alla realizzazione di parchi e impianti per la generazione di energia da fonti rinnovabili, ha incontrato forti critiche sia da parte degli imprenditori del settore sia dagli ambientalisti.
Il GIS-Gruppo Impianti Solari, che rappresenta oltre 500 addetti e conta più di 2 GW di progetti autorizzati e altri 4 GW in fase di sviluppo, ha espresso un netto dissenso, definendo la legge come un ostacolo alla transizione energetica. Secondo gli imprenditori, il provvedimento, che esclude il 98% del territorio dalle aree idonee, rischia di rallentare significativamente lo sviluppo delle energie rinnovabili nell'isola.
Anche il mondo scientifico e gli ambientalisti, riuniti nel forum energetico di Legambiente, hanno manifestato il loro disappunto. Durante la discussione in Consiglio regionale, Alberto Urpi, sindaco di Sanluri e consigliere regionale del gruppo di opposizione Sardegna al Centro 20Venti, ha criticato duramente il disegno di legge n. 45/A, approvato dalla maggioranza il 5 dicembre. Urpi ha puntato il dito contro la mancanza di trasparenza e pragmatismo del testo normativo, sottolineando come la legge non tenga conto delle reali esigenze del territorio e delle potenzialità delle energie rinnovabili.
Parallelamente, i consiglieri regionali di Forza Italia hanno lanciato un appello al ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, chiedendo una riduzione della quota di 6,2 gigawatt assegnata dal Governo alla Sardegna.




