Il ‘bazooka’ di Colosimo si abbatte sul caso Striano: ce n’è per tutti o quasi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre la cosiddetta guerra degli spioni, alimentata da dossieraggi il cui contenuto resta in buona parte da verificare, continua a tenere banco, l’attesa relazione della Commissione Antimafia presieduta da Colosimo si profila come un vero e proprio ‘bazooka’ sulla intricata vicenda Striano, destinata a ripercuotersi su più fronti. L’analisi del documento, che si annuncia di notevole complessità, può infatti essere sviluppata su due distinti livelli: da un lato, la valutazione oggettiva dei fatti che sono all’origine dell’inchiesta penale, così come sono stati ricostruiti dagli estensori della bozza; dall’altro, la valutazione dell’operato investigativo in sé, considerato che le indagini, giunte al solo avviso di conclusione, permangono in una fase embrionale e lontana da un eventuale rinvio a giudizio.

Le domande senza risposta di Crosetto

Proprio in questo clima di sospensione giudiziaria e politica, si inseriscono le parole amare del ministro della Difesa Guido Crosetto, il quale, in un colloquio riservato, ha espresso tutta la sua solitudine. «Mi sono sentito molto solo in questi tre anni», ha dichiarato, «durante i quali non ho ricevuto nessuna solidarietà né politica né umana». Una solitudine che travalica la dimensione personale e tocca il nervo scoperto di un sistema nel quale, secondo il ministro, certi meccanismi sembrano ripetersi. Il “caso Striano”, del resto, non è che l’ultima riedizione di una lunga serie di episodi che hanno costellato, spesso in maniera opaca, la storia repubblicana, casi che Crosetto definisce senza mezzi termini come una questione che «riguarda tutti» e non soltanto la sua persona.

Le indagini e lo scenario inquietante

Le domande che il titolare del dicastero di via XX Settembre pone rimangono, a suo dire, drammaticamente senza una risposta soddisfacente. «Per quale motivo stavano scavando nella mia vita e nella vita della mia famiglia?», si chiede, lasciando intendere che la motivazione di tali intrusioni andasse al di là della mera ricerca di un illecito. L’interrogativo successivo, «per conto di chi agivano?», apre poi uno scenario ancor più preoccupante, che sfiora l’inchiostro della cronaca nera quando si ipotizza un movente. «Cosa devo pensare? Che queste persone l’abbiano fatto gratis? O a pagamento?», osserva il ministro, aggiungendo come la seconda opzione, per quanto grave, sarebbe paradossalmente preferibile, poiché l’alternativa condurrebbe a immaginare «scenari più inquietanti e oscuri», sui quali le investigazioni dovranno necessariamente fare piena luce.

L’attesa e la partita aperta

L’immagine scelta da Crosetto per descrivere questa lunga attesa, quella di un uomo seduto «sulla sponda del fiume» da tre lunghi anni, fotografa efficacemente uno stato di sospensione che ora potrebbe essere rotto dall’intervento della Commissione parlamentare. La relazione di Colosimo, infatti, nel valutare tanto i fatti quanto lo stato delle indagini, rischia di investire non soltanto i diretti interessati nell’inchiesta di Perugia, incentrata sull’ex finanziere accusato di aver illegalmente attinto a banche dati sensibili per compilare dossier, ma anche l’intero clima politico-istituzionale che ha circondato la vicenda. Si tratta di un passaggio delicatissimo, che potrebbe mettere in luce zone d’ombra e dinamiche fin qui rimaste in secondo piano, confermando come, nel ‘caso Striano’, le implicazioni potrebbero andare ben oltre i confini di una semplice indagine giudiziaria ancora in fase preliminare.

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