Ancora più sexy tra stereotipi e nuovo sguardo femminile: la stabilità è davvero la meta finale?

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le donne, o almeno così spesso viene loro ripetuto, dovrebbero essere delle perfette equilibriste, capaci di destreggiarsi tra carriera, sentimenti e aspirazioni personali senza mai perdere il controllo, come se la felicità fosse una questione di bilanciamento contabile da tenere costantemente in pareggio.

Ma cosa succede quando, proprio nel momento in cui si raggiunge quella tanto agognata stabilità, ci si accorge che il castello di certezze costruito con tanta fatica è, in realtà, fatto di sabbia? È proprio attorno a questo interrogativo che si sviluppa la narrazione di Ancora più sexy, il sequel della rom-com Pensati sexy, disponibile su Prime Video, che vede il ritorno della scrittrice Maddalena, interpretata da Diana Del Bufalo, alle prese con un nuovo, destabilizzante capitolo della sua vita.

A tre anni di distanza dalle rocambolesche vicende che l’avevano vista protagonista, Maddalena sembra aver finalmente centrato l'obiettivo che la società, ma soprattutto lei stessa, le aveva indicato come prioritario: il successo professionale è tangibile, con un secondo libro in cantiere, e la sfera sentimentale pare aver trovato un porto sicuro in Vanni, il suo editore, che sta per diventare suo marito.

Eppure, l'idillio si rivela ben presto un'illusione, un castello di certezze che inizia a mostrare crepe profonde: la chimica con il compagno si è affievolita e la scrittura, quella stessa che l'aveva resa celebre, procede a rilento, come se la musa ispiratrice avesse abbandonato la sua dimora.

In questo clima di crescente insoddisfazione, l'incontro con Bruno, un giardiniere dal carattere scontroso e misterioso incontrato durante la ricerca della location per le nozze, diventa la scintilla che farà esplodere tutte le sue certezze, portandola a mettere in discussione non solo la sua relazione, ma l'idea stessa di ciò che rende veramente felici.

Il “female gaze” come motore narrativo

La regista Michela Andreozzi, che torna dietro la macchina da presa per questo sequel, ha dichiarato di aver voluto ribaltare consapevolmente gli stereotipi che hanno per decenni dominato la commedia e la rappresentazione della sensualità al cinema, spesso filtrati attraverso uno sguardo prettamente maschile. In Ancora più sexy, le donne non sono più oggetto passivo della narrazione, ma ne diventano il soggetto attivo, protagoniste di un percorso che esplora il rapporto con il proprio corpo, le emozioni e la relazione con l'altro.

A guidare Maddalena in questo viaggio interiore torna, come una sorta di “grillo parlante” irriverente e disinibito, la pornostar Valentina Nappi, che interpreta se stessa e che con i suoi moniti e le sue provocazioni costringe la protagonista a guardare in faccia la realtà, spingendola a non mentire a se stessa e a mettere in discussione quegli aspetti della sua vita che, a un esame più attento, non funzionano più.

È proprio la figura di Valentina Nappi a incarnare la voce della coscienza, quella parte istintuale che spesso mettiamo a tacere per assecondare le aspettative sociali, esortando la protagonista a chiedersi se la stabilità che ha faticosamente costruito sia davvero autentica o solo una gabbia dorata. L'attrice Diana Del Bufalo ha sottolineato come quella di Maddalena sia una stabilità in realtà costruita con le proprie mani, un'autoimposizione dettata dal desiderio di conformarsi a un modello di felicità preconfezionato, ma che non rispecchia i suoi veri bisogni.

La regista, dal canto suo, ha paragonato l'equilibrio a un movimento continuo, paragonandolo a un equilibrista su un monociclo che per non cadere deve muoversi in continuazione, suggerendo che la vera stabilità non sia una condizione statica e immutabile, ma un processo dinamico che accoglie anche l'instabilità come motore di crescita.

Un cast corale e una riflessione contemporanea

Il film, che vanta un cast corale in cui figurano, tra gli altri, Mario Ermito, Angela Finocchiaro e Anna Galiena, si inserisce a pieno titolo nel dibattito contemporaneo sul ruolo femminile, affrontando temi come la vulnerabilità, l'accettazione di sé e la ricerca del proprio benessere al di là dei canoni imposti. Michele Rosiello, interprete del personaggio di Vanni, ha raccontato di aver vissuto la lavorazione come un'esperienza “terapeutica”, che gli ha permesso di comprendere più a fondo l'universo femminile, aiutato anche dalla sua crescita in una famiglia matriarcale.

Il lungometraggio, distribuito sulla piattaforma a partire dal 12 giugno, si presenta come un intrattenimento leggero ma non privo di spunti di riflessione, una commedia che utilizza il registro dell'equivoco e della surrealtà per parlare di un'inquietudine molto reale e condivisa, quella di trovarsi a un bivio e dover scegliere se continuare a percorrere una strada già tracciata o avventurarsi in un territorio nuovo e sconosciuto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.