La Finlandia è (ancora) il Paese più felice al mondo, ma l’ascesa del Costa Rica sorprende nella top ten
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Redazione Esteri
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Per il nono anno consecutivo, la Finlandia si conferma al vertice della classifica mondiale della felicità, un primato che l’edizione 2026 del World Happiness Report, pubblicata oggi 19 marzo in concomitanza con la Giornata mondiale della felicità, ha rinnovato senza particolari scossoni ai piani alti della graduatoria. A completare il podio, infatti, troviamo l’Islanda al secondo posto e la Danimarca al terzo, a conferma di un predominio scandinavo che ormai si è consolidato come una costante nell’arco di oltre un decennio di rilevazioni. La sorpresa, tuttavia, arriva subito dopo, con il Costa Rica che irrompe al quarto posto, segnando di fatto il risultato più alto mai ottenuto da un Paese latinoamericano nella storia del rapporto. Un’ascesa, quella della nazione centroamericana, che ridisegna parzialmente la geografia della soddisfazione, solitamente appannaggio quasi esclusivo dei Paesi nordici.
La mappa della felicità globale e il metodo dell’indagine
A scandire la top ten, dopo il Costa Rica, si posizionano Svezia e Norvegia rispettivamente al quinto e sesto posto, mentre Paesi Bassi, Israele, Lussemburgo e Svizzera si spartiscono le restanti posizioni tra la settima e la decima. Il rapporto, giunto alla sua quattordicesima edizione, è curato dal Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford in collaborazione con la società di sondaggi Gallup e un’agenzia delle Nazioni Unite: un meccanismo che si basa su dati di benessere raccolti in 140 Paesi, incrociati e analizzati da ricercatori con competenze che spaziano dalla psicologia all’economia. L’Italia, in questo quadro, si colloca al 38esimo posto, lontana dalle posizioni di vertice ma anche da quegli estremi della graduatoria che raccontano le difficoltà strutturali di altri contesti geopolitici.
Il paradosso finlandese tra percezione e dati storici
Proprio nella città di Vaasa, immaginata quasi come un simbolo di questo benessere nordico, la notizia del primato viene accolta con un certo stupore dagli stessi finlandesi, abituati a convivere con un’etichetta che, nonostante i numeri, faticano talvolta a riconoscere appieno. I ricercatori, del resto, mettono in guardia da una lettura troppo lineare del dato: se la Finlandia continua a guidare la classifica, il quadro complessivo che emerge dalle rilevazioni mostra una tendenza al ribasso nel lungo periodo. Gli studiosi sottolineano come, a livello globale, ci si dichiari “meno felici rispetto a 15 anni fa”, un’inversione di tendenza che attraversa trasversalmente diverse aree geografiche e che invita a guardare oltre i singoli posizionamenti annuali.
L’ascesa del Costa Rica e la stabilità dei modelli nordici
Il balzo in avanti del Costa Rica, che per la prima volta si insedia stabilmente tra i primi quattro, rappresenta forse il dato più significativo di questa edizione, in quanto rompe lo schema che vedeva la top five interamente dominata dai Paesi del Nord Europa. Un risultato, questo, che non passa inosservato anche per le implicazioni culturali e sociali che lo sottendono, legate a un modello di sviluppo e a un tessuto comunitario che evidentemente producono livelli di soddisfazione comparabili a quelli delle nazioni storicamente più ricche. La classifica, dalla prima all’ultima posizione, offre così un mosaico complesso dove a contare non è solo la ricchezza pro capite ma anche la fiducia nelle istituzioni, il sostegno reciproco e la percezione individuale di libertà.




