Lube Civitanova, una finale da record: Verona travolta in tre set

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quando Alex Nikolov ha scaricato a terra il diagonale del definitivo 25-20, i quattromila del Forum di Civitanova Marche – gremito in ogni ordine di posti – sono esplosi in un boato che sembrava voler squarciare il tetto dell’impianto. Era il sigillo sulla gara quattro di semifinale scudetto, l’ultimo atto di una partita che, nei fatti, era già stata decisa nei momenti cruciali del primo set. Quella stessa frazione, giocata punto a punto con Verona capace persino di portarsi avanti, aveva illuso gli ospiti; poi lo strappo dei padroni di casa, e da lì in poi un copione pressoché identico, privo di vera suspence.

L’orgoglio scaligero e la svolta marchigiana

Nella prima metà del parziale, la Rana Verona aveva retto l’urto, rispondendo colpo su colpo a una Lube partita a rilento. Ma il break finale dei cucinieri – ve lo ricordate? – ha cambiato l’inerzia per sempre. Il 25-23 del primo set non racconta la netta sensazione di superiorità emersa sul campo: gli uomini di Gianlorenzo Blengini (oggi alla guida di un gruppo che molti davano in affanno) hanno alzato il muro e il ritmo in battuta, costringendo gli avversari a rincorrere. Da quel momento è stato un monologo: nel secondo e terzo parziale, rispettivamente 25-19 e 25-20, la Lube ha concesso soltanto briciole.

Numeri da capogiro e un’eccezione storica

Per la società marchigiana si tratta della decima finale scudetto della sua storia, l’ottava nelle ultime nove stagioni. Un dato che fa impressione, se si considera quanto sia difficile restare così a lungo ai vertici. Solo una volta, nel lontano campionato 2007/08, era accaduto che la sesta classificata in regular season – quella volta fu Piacenza – raggiungesse l’atto finale (poi perso contro Trento). Civitanova, invece, ha trasformato l’eccezione in abitudine, senza mai celebrare la routine. Dalla parte opposta, Noumory Keita è stato il più prolifico tra gli scaligeri, chiudendo con quindici punti personali, un magro consolo per una squadra che ha lottato ma non ha trovato le contromisure nei momenti decisivi.

Perugia attende, l’adrenalina è già alle stelle

L’avversaria nella serie che assegnerà il tricolore sarà la Sir Susa Scai Perugia, e il solo pronosticare l’intensità di quel confronto basta a far tremare i polsi. La Lube, però, ci arriva dopo aver dimostrato una solidità mentale raramente messa in discussione in questa semifinale. Verona ha provato a incidere, specialmente nel primo set, ma ha dovuto arrendersi all’evidenza: il break di Nikolov – quello che ha chiuso i conti – era solo il punto finale di un copione scritto nei dettagli, nei muri, nei contrattacchi. I quattromila del Forum possono esultare: la decima finale è servita, e l’ennesimo capitolo di questa dinastia è appena iniziato.

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