Venezia, le pagelle del red carpet: tra glamour e storie che commuovono
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre l’ottantaduesima Mostra del Cinema di Venezia volge ormai verso il suo epilogo, l’ottava giornata di manifestazione ha saputo regalare, nonostante la fisiologica stanchezza, momenti di puro cinema e di autentica commozione. Il red carpet, sebbene inizi a mostrare i segni del tramonto del festival, ha infatti ospitato una delle serate più intense e narrativamente cariche dell’intera kermesse.
Il momento indimenticabile, quello che ha confermato come la potenza delle immagini possa sovrastare anche il più sfavillante glamour, è stato offerto dal cast e dalla regista de "The Voice of Hind Rajab". Kaouther Ben Hania e i suoi attori hanno scelto di percorrere il tappeto rosso reggendo un ingrandimento fotografico di Hind Rajab, la bambina palestinese la cui tragica fine è al centro del documentario più acclamato del festival. Quella silenziosa processione, un gesto tanto semplice quanto potentissimo, ha trasformato la passerella più glamour del mondo in un palcoscenico di memoria e di denuncia, restituendo tutta la potenza di una storia che ha scosso le coscienze.
Accanto a questo, il red carpet ha ovviamente proseguito con la sua sfilata di eleganza e stile. Jason Momoa ha fatto parlare di sé con un total look rosa che ha polarizzato il pubblico, mentre Rooney Mara ha incantato con la sua essenziale eleganza da "cigno nero". Ma è forse Valeria Bruni Tedeschi, reduce dall’interpretazione di Eleonora Duse nell’atteso film a lei dedicato, ad aver offerto l’altro spunto più significativo della serata. Presentatasi non da sola ma al braccio della madre, Marisa Borini, l’artista ha scelto di condividere quel momento di celebrità con un affetto privato, rendendo il suo passaggio una toccante dichiarazione d’amore familiare che ha ben poco a che fare con le logiche della moda.




