Fisco, crescono le entrate: 2% nei primi nove mesi del 2025

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le entrate tributarie, secondo i dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze attraverso il Bollettino delle Entrate Tributarie, hanno mostrato un andamento positivo nel periodo compreso tra gennaio e settembre del 2025, totalizzando 426,9 miliardi di euro. Questo importo, che si traduce in un incremento di 8,4 miliardi rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente, segna una crescita complessiva del 2%, un segnale che, seppur contenuto, delinea una sostanziale tenuta del gettito. L’espansione, tuttavia, non è uniforme e presenta dinamiche distinte tra le diverse tipologie di prelievo, con le imposte indirette che trainano l’aumento mentre quelle dirette registrano una performance più modesta.

Il divario tra imposte dirette e indirette

A sostenere la crescita, infatti, è stato principalmente il versante delle imposte indirette, il cui gettito ha segnato un notevole aumento di 7,5 miliardi di euro. Al contrario, le imposte dirette hanno fatto registrare un incremento di soli 807 milioni, una cifra che, se positiva, appare piuttosto esigua se paragonata al contributo delle altre voci. Questo "sbilanciamento", come è stato definito, offre una lettura articolata della solidità finanziaria, indicando come i consumi e le transazioni soggette a tassazione indiretta abbiano fornito un apporto determinante. Se si osserva il mese di settembre da solo, peraltro, il quadro muta ulteriormente, rivelando un aumento complessivo di appena 48 milioni e, soprattutto, un calo nelle imposte dirette che supera i cinquecento milioni di euro, corrispondente a una flessione del 2,5% su base annua.

L’efficacia degli accertamenti tributari

Parallelamente all’andamento del gettito ordinario, un capitolo significativo è rappresentato dall’attività di contrasto all’evasione. Dalla specifica voce di bilancio dedicata agli "accertamenti e al controllo", emerge che il Fisco ha incassato 1,1 miliardi di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2024, un incremento pari al 19%. Tale risultato, che conferma l’efficacia dell’azione di verifica, è stato ottenuto attraverso una serie di interventi mirati, tra i quali spiccano i maxi-accertamenti e un’intensificazione generale delle attività di contrasto alle frodi. Queste iniziative, che si concentrano su settori e contribuenti ritenuti a rischio, stanno dimostrando di essere uno strumento fondamentale per recuperare risorse.

Il settore dei giochi: un comparto in controtendenza

Un altro tassello importante del quadro complessivo proviene dal comparto dei giochi, monitorato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nonostante si registri un calo del 4,2% per le slot machine e le VLT, le entrate totali del settore hanno invece conosciuto una vigorosa impennata, raggiungendo la cifra di 5,786 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno. Si tratta di un aumento di 274 milioni, equivalente a una crescita del 5,0% su base annua, che conferma come il gioco continui a rappresentare una fonte di gettito rilevante per l’erario, capace di generare entrate sia di natura diretta che indiretta nonostante le fluttuazioni di singoli segmenti al suo interno.

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