Emilia-Romagna e Marche, assemblee regionali approvano i bilanci di previsione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nelle ultime sessioni consiliari dell’anno, due regioni del centro Italia hanno definito i propri indirizzi di spesa per il prossimo triennio, dando prova, nonostante le differenze dimensionali e di risorse, di una comune attività programmatoria. In Emilia-Romagna, l’assemblea ha varato una manovra finanziaria di ampia portata, mentre nelle Marche il consiglio regionale ha approvato il bilancio dell’organo legislativo stesso, concentrandosi sulle sue funzioni istituzionali. Entrambi gli atti, che tracciano il percorso amministrativo fino al 2028, sono stati adottati a maggioranza, segnando un passaggio formale ma cruciale nella gestione della cosa pubblica locale.

La manovra emiliano-romagnola: sanità e investimenti in primo piano

Con un importo complessivo che sfiora i 14,3 miliardi di euro, il bilancio della Regione Emilia-Romagna per il 2026, con il quadro triennale fino al 2028, pone al centro delle sue priorità il sistema sanitario, al quale sono destinati, com’è noto, oltre 10,5 miliardi. A questo settore, che assorbe la fetta più consistente delle risorse, sarà garantito un contributo strutturale di almeno 200 milioni di euro annui provenienti dal bilancio regionale. Una novità significativa riguarda la possibilità di aumentare gli investimenti, i quali, dopo anni caratterizzati da una prudente politica di riduzione del debito e grazie a una solida disponibilità di cassa, potranno crescere dai 300 ai 360 milioni nel periodo considerato. Tale incremento sarà finanziato attraverso una nuova autorizzazione a contrarre debito, una scelta che segna un cambio di passo dopo una fase di rigoroso contenimento.

Le missioni del bilancio consiliare nelle Marche

Parallelamente, nelle Marche, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha promosso l’atto che disciplina la programmazione triennale della spesa dell’Assemblea legislativa per il periodo 2026-2028. Il documento, che ha ricevuto il via libera nell’ultima seduta dell’anno, organizza le risorse finanziarie attorno a quattro distinte missioni. Queste comprendono, come si evince dalla delibera, i “Servizi istituzionali generali e di gestione”, la “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali”, i “Fondi e accantonamenti” e, infine, le “Partite di giro”. Si tratta, in sostanza, di un bilancio interno che definisce le modalità di funzionamento dell’organo rappresentativo, distinto e complementare rispetto al bilancio generale della Regione.

Il contesto e gli strumenti finanziari

Le due delibere, seppur di diversa natura e portata, illustrano il meccanismo della programmazione finanziaria pluriennale, uno strumento che, pur soggetto a successive variazioni, fissa gli obiettivi di spesa delle amministrazioni. La decisione dell’Emilia-Romagna di tornare a ricorrere all’indebitamento per finanziare investimenti aggiuntivi rappresenta un elemento di particolare interesse, poiché riflette una valutazione sulla sostenibilità del debito stesso e sulle esigenze di sviluppo del territorio. Dall’altro lato, l’approvazione del bilancio interno del Consiglio marchigiano sottolinea l’autonomia e la specificità delle funzioni legislative e di controllo, le quali richiedono una propria dotazione finanziaria, sebbene di entità ovviamente inferiore rispetto alle voci che riguardano servizi essenziali come la sanità.

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