Scuole aperte prima in Emilia-Romagna, le famiglie approvano
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Redazione Interno
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Le scuole aperte prima in Emilia-Romagna raccolgono un prevalente apprezzamento tra le famiglie, mentre tra presidi e docenti emergono valutazioni più articolate. L’iniziativa regionale prevede attività gratuite nelle settimane che precedono l’avvio ufficiale delle lezioni, fissato per il 15 settembre, con proposte educative, ricreative, sportive e laboratoriali che non coincidono con la normale attività scolastica. L’obiettivo dell’esperienza è offrire a bambini e ragazzi occasioni di socialità, gioco, aiuto compiti e partecipazione prima del ritorno in classe. Tra le famiglie viene sottolineato anche il tema della lunga pausa estiva, considerata da alcuni eccessiva, mentre i dirigenti scolastici guardano con interesse alla sperimentazione ma richiamano l’attenzione sulle risorse necessarie per sostenerla.
Attività gratuite prima dell’inizio delle lezioni
Il progetto si basa sull’apertura degli spazi scolastici prima della ripresa ordinaria e sulla proposta di attività che comprendono laboratori circensi, teatro, giochi, scherma, aiuto compiti e momenti dedicati alla socialità. Non si tratta quindi di anticipare semplicemente le lezioni tradizionali, ma di utilizzare la scuola come luogo educativo anche nel periodo che precede il calendario ufficiale. Nell’esperienza indicata come “Settembre insieme”, la Regione mette a disposizione tre milioni di euro e coinvolge 150 plessi distribuiti nei 42 Comuni delle Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile. La formula riceve il plauso di una parte dei genitori proprio perché permette di ridurre il lungo intervallo estivo senza trasformare immediatamente il rientro in una normale giornata di lezioni.
Un’altra sperimentazione descritta è “La scuola riparte insieme”, promossa dalla Regione Emilia-Romagna e alla quale ha aderito il Comune di Modena. In questo caso sono state presentate complessivamente 1.545 domande da parte delle famiglie, a fronte di 920 posti disponibili nelle 16 istituzioni scolastiche coinvolte, tra istituti comprensivi statali e scuole paritarie. Il numero delle richieste supera quindi quello dei posti previsti e mostra l’interesse verso attività educative, ricreative, sportive e laboratoriali gratuite organizzate prima dell’inizio dell’anno scolastico. L’esperienza raccontata dalle famiglie restituisce anche l’immagine concreta del ritorno negli spazi scolastici, con bambini che arrivano di corsa con lo zaino in spalla e affrontano una ripartenza diversa da quella delle normali lezioni.
Famiglie favorevoli, presidi attenti ai costi e docenti scettici
Le reazioni all’apertura anticipata delle scuole non sono però uniformi. Tra i genitori prevale il giudizio positivo, legato anche alla durata delle vacanze estive, mentre i presidi considerano l’iniziativa una possibile buona pratica ma pongono il problema delle risorse economiche necessarie per renderla sostenibile. Più scettica la posizione di alcuni docenti, che temono che esperienze di questo tipo possano diventare il primo passo verso una modifica del calendario scolastico. La distinzione tra attività gratuite organizzate prima del 15 settembre e un vero anticipo delle lezioni diventa quindi centrale nel confronto, perché la sperimentazione punta sulla socialità e sulle proposte educative senza presentarsi come una semplice estensione dell’anno scolastico tradizionale.
Sul tema interviene anche Marco Rossi Doria, già insegnante e sottosegretario all’Istruzione, che richiama la complessità di qualsiasi cambiamento del calendario. La scuola, osserva, non è uguale per tutti e non funziona allo stesso modo in ogni territorio, perciò modificare tempi e organizzazione non può essere considerato soltanto un intervento tecnico o burocratico. Rossi Doria guarda con favore alle iniziative che consentono ai bambini di tornare a socializzare, pur riconoscendo quanto sia difficile riaprire le scuole prima. Il punto che emerge è la necessità di collegare qualsiasi eventuale cambiamento a una proposta educativa, evitando di ridurre il calendario scolastico a un semplice problema di incastri tra periodi di lezione e vacanze.
L’apertura anticipata diventa un banco di prova per la scuola
Le sperimentazioni avviate in Emilia-Romagna mettono così al centro non soltanto la data di riapertura, ma soprattutto il modo in cui vengono utilizzati gli spazi scolastici prima dell’inizio ufficiale delle lezioni. La forte partecipazione delle famiglie, testimoniata dalle 1.545 domande per 920 posti nel progetto che coinvolge Modena, si affianca alle valutazioni favorevoli di molti genitori e alle cautele espresse da dirigenti e insegnanti. Da una parte ci sono attività gratuite pensate per offrire gioco, laboratori, sport, aiuto compiti e socialità; dall’altra rimangono aperti i temi delle risorse e del possibile impatto sul calendario scolastico. È proprio questa distinzione a caratterizzare l’esperienza: una riapertura anticipata degli spazi educativi che, nei progetti descritti, non coincide con l’anticipo delle lezioni ordinarie.
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