Occhio a non dare per vinta l’Afd
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Redazione Esteri
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I risultati delle elezioni anticipate in Germania, tenutesi il 23 febbraio, hanno delineato un quadro politico che, pur non riservando sorprese sulla vittoria della Cdu/Csu di Friedrich Merz – attestatasi al 28,6% dei voti –, ha acceso i riflettori su un dato inaspettato e preoccupante: l’Afd, il partito di estrema destra guidato da Alice Weidel, ha raddoppiato i consensi rispetto al 2021, raggiungendo il 20,8% delle preferenze. Un balzo significativo, che ha portato il partito a sfondare il muro del 20%, pur senza ottenere i numeri necessari per governare.
La Cdu, che si appresta a formare una coalizione con la Spd – crollata al 16,4%, il peggior risultato della sua storia –, escluderà l’Afd da qualsiasi ruolo di governo. Tuttavia, il successo dell’ultradestra tedesca non può essere liquidato come un semplice “flop”, come qualcuno ha provato a definirlo. L’Afd, che non nasconde le sue simpatie per ideologie legate al nazismo, ha conquistato un elettorato sempre più ampio, raddoppiando i voti rispetto alla precedente tornata elettorale e aggiudicandosi un incredibile +10,4%. Un dato che impone una riflessione profonda, non solo in Germania ma in tutta Europa, su come sia possibile che formazioni politiche con radici così estreme riescano a guadagnare terreno in Paesi storicamente sensibili ai fantasmi del passato.
Alice Weidel, leader dell’Afd, ha commentato il risultato con toni trionfalistici, rivelando di aver ricevuto una chiamata di congratulazioni da Elon Musk, il miliardario statunitense vicino a Donald Trump, che nelle ultime settimane non ha fatto mistero del suo sostegno al partito tedesco. “Ho perso la chiamata”, ha dichiarato Weidel in conferenza stampa, sottolineando come il suo telefono fosse stato inondato di messaggi e notifiche provenienti dagli Stati Uniti. Un dettaglio che, se da un lato evidenzia il sostegno internazionale di cui gode l’Afd, dall’altro solleva interrogativi sulle influenze esterne che alimentano l’ascesa di movimenti ultranazionalisti in Europa.
La crescita dell’Afd non è un fenomeno isolato. In Italia, come in Germania, i partiti di estrema destra hanno registrato un aumento significativo dei consensi, segnando un trend che sembra ormai consolidato. Se da un lato la Cdu e la Spd riusciranno a formare un governo escludendo l’Afd, dall’altro il risultato elettorale tedesco rappresenta un campanello d’allarme per il centrosinistra europeo, costretto a fare i conti con una crisi di rappresentanza e con il crescente malcontento di un elettorato sempre più disilluso.




